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	<title>Zero Spese &#187; crisi economica</title>
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		<title>Un anno di borsa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:57:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nove marzo 2009 è per molti una data da ricordare. In quella data infatti le borse mondiali hanno toccato il minimo storico dall&#8217;inizio della crisi finanziaria. Da quel giorno in avanti, con alti e bassi, le borse mondiali hanno avviato la strada del rialzo (per molti analisti non del tutto giustificato) e sono riuscite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2010/01/annoborsa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1193" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="annoborsa" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2010/01/annoborsa.jpg" alt="annoborsa" width="130" height="130" /></a>Il nove marzo 2009 è per molti una data da ricordare. In quella data infatti le borse mondiali hanno toccato il minimo storico dall&#8217;inizio della crisi finanziaria.</p>
<p>Da quel giorno in avanti, con alti e bassi, le borse mondiali hanno avviato la strada del rialzo (per molti analisti non del tutto giustificato) e sono riuscite a chiudere l&#8217;anno con un segno più che positivo. Come molti hanno sottolineato, i mercati finanziari sono solitamente l&#8217;anticipazione di quello che accade nell&#8217;economia reale&#8230; si prepara quindi un periodo florido?I principali indici europei sono rimbalzati dal 50% al 70%, pur mantenendo una volatilità altissima e l&#8217;anno per tutti i mercati europei (compresa la nostra piazza affari) si è concluso con un recupero totale delle perdite.</p>
<p>Gli esperti assicurano che questo fenomeno è l&#8217;anticipo di quello che accadrà nell&#8217;economia reale. La crisi economica a partire già da gennaio infatti sembra destinata a retrocedere, sempre secondo il parere degli analisti economici.</p>
<p>Noi di Zero Spese siamo un po&#8217; più restii ad abbandonarci all&#8217;ottimismo, in particolare relativamente all&#8217;Italia. Se è vero infatti che la liquidità all&#8217;interno del paese e delle aziende è aumentata, molti hanno preferito non pagare gli stipendi per cercare di aumentare i propri profitti, adducendo come scusa la crisi economica. Un atteggiamento da parte di alcune aziende che non è stato in alcun modo sanzionato.</p>
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		<title>Stati Uniti: economia in lieve ripresa.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 09:45:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Contrariamente alle aspettative degli economisti, che prevedevano una flessione dell&#8217;1,5%, le vendite negli USA sono salite dello 0,5% un segnale (anche se debole) di ripresa. L&#8217;unico settore che pare escluso da questa ripresa (che coinvolge non soltanto il mercato del cibo, ma anche l&#8217;elettronica) sembra essere proprio il settore delle automobili. Il settore delle automobili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/usa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1069" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="usa" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/usa.jpg" alt="usa" width="130" height="130" /></a>Contrariamente alle aspettative degli economisti, che prevedevano una flessione dell&#8217;1,5%, le vendite negli USA sono salite dello 0,5% un segnale (anche se debole) di ripresa.</p>
<p>L&#8217;unico settore che pare escluso da questa ripresa (che coinvolge non soltanto il mercato del cibo, ma anche l&#8217;elettronica) sembra essere proprio il settore delle automobili.</p>
<p>Il settore delle automobili negli Stati Uniti è davvero in grave difficoltà e sofferenza ed a poco sono serviti gli aiuti dell&#8217;amministrazione Obama.  Sembra quasi che si sia giunti ad una saturazione completa del mercato.</p>
<p>Anche per il prossimo mese si prevede un dato positivo nelle vendite al dettaglio, ma ancora una volta gli analisti escludono il settore delle automobili. Ci troviamo quindi con un&#8217;economia americana effettivamente in ripresa, ma con il settore auto sempre più in calo e questo si riflette ovviamente anche nei mercati internazionali.</p>
<p>Avrà fatto bene la nostra FIAT ad investire energie e risorse nel mercato americano?</p>
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		<title>Bernanke:l&#8217;economia migliora.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 21:14:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Federal Reserve americana, Ben Bernanke, è stato molto chiaro nelle sue affermazioni. Ci sono infatti, secondo Bernanke, chiari segni di ripresa dell&#8217;economia, sia americana che internazionale ed esiste la concreta possibilità di tornare ad un ritorno alla crescita in tempi non troppo lunghi. Queste esternazioni hanno permesso alle borse mondiali di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/08/070118_bernanke_hmed_9ahmedium.jpg"><img class="size-full wp-image-940 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="070118_bernanke_hmed_9ahmedium" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/08/070118_bernanke_hmed_9ahmedium.jpg" alt="Ben Bernanke" width="130" height="130" /></a>Il presidente della Federal Reserve americana, Ben Bernanke, è stato molto chiaro nelle sue affermazioni.</p>
<p>Ci sono infatti, secondo Bernanke, chiari segni di ripresa dell&#8217;economia, sia americana che internazionale ed esiste la concreta possibilità di tornare ad un ritorno alla crescita in tempi non troppo lunghi.</p>
<p></p>
<p>Queste esternazioni hanno permesso alle borse mondiali di fare ottimi risultati&#8230; i migliori sino ad ora di tutto il 2009. Una vera e propria iniezione di fiducia della quale le borse avevano disperato bisogno.  Ma mentre gli economisti hanno creduto alle parole del presidente della FED, Jean-Claude Trichet, presidente della BCE è invece rimasto molto scettico, avvertendo di non illudersi circa un ritorno immediato alla normalità dei mercati.</p>
<p>Il lavoro da fare è ancora molto e bisogna prendervi parte attiva, senza aspettare gli eventi. Trichet non esclude in toto un ritorno alla normalità, ma di certo le dichiarazioni di Bernanke paiono forse un po&#8217; troppo ottimistiche e create ad arte per iniettare soltanto fiducia nei mercati.</p>
<p>Una vera e propria doccia fredda per i mercati i quali però non sembrano avere accusato il colpo visto che quasi nessun giornale ha riportato quest&#8217;ultima notizia.</p>
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		<title>Ancora crisi per le borse</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:52:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualcuno in questo periodo parla spesso di &#8220;ripresa&#8221; e molti articoli sui giornali di questi ultimi giorni sottolineano come la crisi sia terminata o terminerà presto. Ovviamente non c&#8217;è un&#8217;idea generale di quando la crisi economica terminerà. Quello che è certo è che, a livello di mercati e di borsa internazionale, siamo ben lontani dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/borse-in-crisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-876" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="borse-in-crisi" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/borse-in-crisi.jpg" alt="borse-in-crisi" width="130" height="130" /></a>Qualcuno in questo periodo parla spesso di &#8220;ripresa&#8221; e molti articoli sui giornali di questi ultimi giorni sottolineano come la crisi sia terminata o terminerà presto.</p>
<p>Ovviamente non c&#8217;è un&#8217;idea generale di quando la crisi economica terminerà. Quello che è certo è che, a livello di mercati e di borsa internazionale, siamo ben lontani dalla soluzione della crisi o, quantomeno, da una ripresa.</p>
<p>Le salite, anche degne di nota, dei mesi precedenti&#8230; non sembrano altro che un semplice assestamento dei mercati, ora tornati nuovamente in negativo.  Nel mese di giugno infatti le perdite delle principali borse mondiali sono state davvero importanti: meno 11% Milano e Francoforte, meno 10% Parigi, meno 8% Londra.</p>
<p>Mosca bianca è soltanto la borsa di Shangai che chiude il mese con un rialzo del 13%. Questo non deve infatti sorprendere visto che i paesi del BRIC sembrano avviati seriamente ad<a href="http://www.zerospese.org/investire/la-ripresa-del-bric/" target="_blank"> uscire dalla crisi</a>.</p>
<p>Certo, da marzo a giugno le borse hanno riguadagnato (rispetto al crollo precedente del 2008 ed i primi mesi del 2009) quasi il 30%, ma questo ancora non basta. Dopo il crollo di giugno, dall&#8217;inizio di questo mese (luglio) prevale la prudenza nei mercati. Pochi acquisti ed i titoli fondamentali non se la cavano bene, con un peggioramente generalizzato dei titoli legati al &#8220;lusso&#8221;.</p>
<p>Molti giornali specializzati parlano di &#8220;mercati prudenti&#8221;, non volendo parlare di crisi e rovinare un diffuso senso di ottimismo, il quale però non si riflette affatto sui mercati. Il consiglio è, per chi ne ha la possibilità, di non vendere&#8230; nell&#8217;attesa dei conti trimestrali&#8230; più o meno quello che stanno facendo tutti.</p>
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		<title>La ripresa del BRIC</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 13:21:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bric è l&#8217;acronimo (inventato dagli economisti di Goldman Sachs) che indica i paesi emergenti in via di sviluppo: Brasile, Russia, India e Cina. Questi paesi, dopo avere risentito anch&#8217;essi della crisi internazionale, sembrano esserne usciti lasciandosi la crisi alle spalle. I listini del BRIC, conti alla mano, sembrano  essersi completamente ripresi da questa crisi ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/bric.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-784" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="bric" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/bric.jpg" alt="bric" width="130" height="130" /></a>Bric è l&#8217;acronimo (inventato dagli economisti di Goldman Sachs) che indica i paesi emergenti in via di sviluppo: Brasile, Russia, India e Cina. Questi paesi, dopo avere risentito anch&#8217;essi della crisi internazionale, sembrano esserne usciti lasciandosi la crisi alle spalle.</p>
<p>I listini del BRIC, conti alla mano, sembrano  essersi completamente ripresi da questa crisi ed i paesi in via di sviluppo stanno letteralmente scalzando quelli del G6&#8230; recuperando la fiducia degli economisti e facendo la voce grossa.</p>
<p>Proprio la scorsa settimana i  rappresentanti dei paesi BRIC (che contribuiscono per il 15% al prodotto interno globale) hanno chiesto una maggiore diversificazione del sistema valutario internazionale (basato sul dollaro) e sottolineando la necessità di dare più voce e rappresentanza ai paesi emergenti, nelle varie organizzazioni finanziarie e di investimento internazionali.</p>
<p>Mentre i paesi come Europa e Stati Uniti sono affondati (e stanno ancora affondando) i paesi in via di sviluppo dell&#8217;area BRIC stanno avendo un deciso recupero sui loro mercati azionari e le statistiche lo dimostrano: se l&#8217;SMP500 e l&#8217;EURO STOCKS dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno sono in recupero del 5% circa, l&#8217;indice della borsa di Mosca e quello di Shangai vantano un recupero da inizio anno del 65%, mentre il mercato indiano e quello del brasile si &#8220;accontentano&#8221; di un 60 e di un 42%</p>
<p>Gli emergenti continuano ad essere un&#8217;opzione estremamente interessante di investimento&#8230; l&#8217;unico problema è la forte volatilità dei titoli che va sopportata e compresa in anticipo, prima di fare qualsiasi investimento.</p>
<p>Per i grandi e piccoli risparmiatori che volessero investire sui paesi in via di sviluppo le possibilità non mancano:  ci sono i fondi comuni dedicati a queste economie, gli ETF (fondi indicizzati quotati) sino ai certificati che possono avere come sottostante sia i singoli indici che l&#8217;intera area BRIC.</p>
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		<title>Braccio di ferro tra banche ed imprese.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 18:27:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il braccio di ferro tra banche ed imprese è sempre più serrato. Le imprese si lamentano del fatto che le banche abbiano ormai chiuso la linea dei crediti e le banche invece negano che questo sia vero. Chi sta mentendo? Beh la risposta è molto semplice quanto scontata. Le imprese non hanno alcuna ragione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-203" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px dotted #000000;" title="braccio" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/03/braccio.jpg" alt="braccio" width="130" height="130" />Il braccio di ferro tra banche ed imprese  è sempre più serrato.</p>
<p>Le imprese si lamentano del fatto che le banche abbiano ormai chiuso la linea dei crediti e le banche invece negano che questo sia vero.</p>
<p>Chi sta mentendo? Beh la risposta è molto semplice quanto scontata. Le imprese non hanno alcuna ragione di mentire, mentre le banche (che possono ottenere i Tremonti Bond solo a patto che allentino la stretta creditizia) hanno tutto l&#8217;interesse a non concedere prestiti (in particolare alle piccole imprese) ed affermare l&#8217;esatto contrario.<br />
</p>
<p>Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha in più occasioni fatto appelli alle banche per far si che i Tremonti Bond (anche se a Tremonti non piace che si chiamino così) siano utilizzati per aumentare il credito verso le imprese ed a beneficio dell&#8217;economia.</p>
<p>&#8230;A quanto pare però questi appelli continuano a restare inascoltati, in particolare per quanto riguarda le piccole attività, le piccole imprese e gli imprenditori. Le banche sono diventate molto più attente quando si tratta di concedere un prestito e non vogliono fare passi falsi rischiando una probabile insolvenza visto che tutte sono già duramente provate dai disastri della borsa internazionale.</p>
<p>La verità è che la manovra di tremonti potrebbe non essere sufficiente a garantire la liquidità necessaria&#8230; servirebbero quindi ancora più soldi &#8220;veri&#8221; per  dare maggiore ossigeno alle banche e di conseguenza alle imprese.  Peccato perchè se non fossimo in Italia (e lo siamo) e se fossimo in grado di avere enti capaci di gestire il denaro con attenzione (e non ne siamo in grado) potrebbe essere il governo stesso a prestare il denaro alle piccole imprese evitando di dare i bond alle banche che dovrebbero cavarsela con le loro gambe.</p>
<p>&#8230;Ma chiaramente questo è solo un discorso utopico&#8230; siamo pur sempre in Italia!</p>
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		<title>Prestiti: in aumento i prestiti personali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 15:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zerospese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cessione di 1/5 della pensione]]></category>
		<category><![CDATA[cessione di 1/5 dello stipendio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti per elettrodomestici]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli effetti della crisi finanziaria si leggono specificamente nel comparto del credito al consumo, mai come di questi tempi tanto florido. Questo è un settore che, recentemente, ha visto crollare i prestiti per i beni durevoli (automobili, elettronica ed elettrodomestici) ma ha visto aumentare grandemente i prestiti per liquidità o i prestiti con la formula [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-110" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="prestiti" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/02/prestiti.jpg" alt="prestiti" width="130" height="130" /> Gli effetti della crisi finanziaria si leggono specificamente nel comparto del credito al consumo, mai come di questi tempi tanto florido.</p>
<p>Questo è un settore che, recentemente, ha visto crollare i prestiti per i beni durevoli (automobili, elettronica ed elettrodomestici) ma ha visto aumentare grandemente i prestiti per liquidità o i prestiti con la formula della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) che godono del vantangio dell&#8217;intermediazione del datore di lavoro o dell&#8217;ente pensionistico.<br />
<br />
Vi è quindi un vero e proprio cambio sul fronte prestiti con una diminuzione costante di prestiti per acquisti durevoli in cambio di prestiti personali, richiesti a banche e mediatori finanziari, in grado di garantire una liquidità immediata.</p>
<p>Il motivo di questa inversione di tendenza è semplice quanto drammatico: le famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese e quindi devono richiedere denaro alle banche per poter farcela.  Chi ci perde in tutto questo sono le finanziarie che si sono appoggiate ai negozi (in particolare di elettronica) che hanno visto calare di molto il proprio potenziale fatturato poichè per i prestiti personali gli utenti preferiscono parlare direttamente allo sportello con il proprio istituto di credito.</p>
<p>Questo (forse) porterà a lungo andare ad una migliore offerta di finanziamenti per acquisto di tecnologie e elettrodomestici e si ritornerà finalmente ai grandi sconti per i pagamenti in contanti, visto che ormai i piccoli risparmiatori sono maggiormente orientati su questa formula anzichè impegnarsi in altri prestiti.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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