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	<title>Zero Spese &#187; contributi statali</title>
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		<title>Quotidiani: aumento perdite del 100%</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 08:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zerospese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; davvero impressionante il rapporto della Federazione Italiana degli Editori dei Giornali per il 2006-2008. Le vendite dei giornali italiani sono precipitate creando un aumento delle perdite del 100% ed un calo degli utili del 30%. Nessuna testata giornalistica si salva. Con delle cifre negative così importanti i giornali dovrebbero chiudere domani, invece continuano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-345" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="quotidiani" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/04/quotidiani.jpg" alt="quotidiani" width="130" height="130" />E&#8217; davvero impressionante il rapporto della Federazione Italiana degli Editori dei Giornali per il 2006-2008. Le vendite dei giornali italiani sono precipitate creando un aumento delle perdite del 100% ed un calo degli utili del 30%.<br />
Nessuna testata giornalistica si salva. Con delle cifre negative così importanti i giornali dovrebbero chiudere domani, invece continuano a barcamenarsi soltanto grazie ai contributi pubblici all&#8217;editoria.</p>
<p>Il motivo di questo calo, secondo la FIEG, è da attribuire alla disparità  di assetto regolatorio squilibrato a favore della televisione.</p>
<p><br />
Negli altri paesi infatti la televisione per la raccolta pubblicitaria ha un tetto massimo che non si può superare&#8230; per questo motivo quindi gli investitori si rivolgono alla carta stampata per la pubblicità dei loro prodotti.</p>
<p>In Italia queste regole non ci sono e, come contentino, si offrono i contributi pubblici per l&#8217;editoria, un incentivo statale che permette ai giornali di non morire, ma nemmeno di essere in salute.</p>
<p>La disamina della FIEG però dimostra di essere piuttosto miope perchè non tiene conto di un fattore molto importante: un calo impressionante delle vendite. La situazione contabile  risente di due fattori importanti: il primo è internet, che permette di avere notizie aggiornate in tempo reale, il secondo sono i quotidiani gratuiti che vengono distribuiti nelle stazioni metro o ferroviarie che stanno gradatamente sostituendo i quotidiani a pagamento.  Nota: i quotidiani gratuiti non sono in perdita&#8230; anzi, registrano un aumento dei lettori.</p>
<p>Quali possono essere le soluzioni per una ripresa?</p>
<p>Sicuramente un trasferimento online potrebbe essere una soluzione buona, ma non ancora ottimale; visto che in Italia internet non è ancora largamente diffuso e non tutti i giornali godrebbero di buona popolarità online, essendo apertamente schierati da una o dall&#8217;altra parte&#8230;<br />
Mettere un tetto alla raccolta pubblicitaria televisiva e togliere i contributi all&#8217;editoria (come più volte chiesto da <a href="http://www.beppegrillo.it/2006/01/editoria_di_sta_1/index.html" target="_blank">Beppe Grillo</a>, protagonistra di una incredibile raccolta firme in tal senso) potrebbe fare pulizia e rinnovamento nell&#8217;editoria italiana. I giornali più deboli chiuderanno e resteranno soltanto quelli di qualità e con i lettori più fedeli.</p>
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