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	<title>Zero Spese &#187; azioni enel</title>
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		<title>Utili in caduta libera. Il crollo di ENI</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 11:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zerospese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rapporto semestrale grandemente negativo per ENI che ha raggiunto un utile netto del 75,8% negativo rispetto all&#8217;anno scorso. anche se il dato era atteso dagli analisti (ed è in linea con le principali compagnie petrolifere, che sono tutte in perdita) la notizia ha fatto subire un pesante scossone alle azioni ENI che hanno raggiunto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/eni.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-928" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="eni" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/eni.gif" alt="eni" width="150" height="150" /></a>Rapporto semestrale grandemente negativo per ENI che ha raggiunto un utile netto del 75,8% negativo rispetto all&#8217;anno scorso. anche se il dato era atteso dagli analisti (ed è in linea con le principali compagnie petrolifere, che sono tutte in perdita) la notizia ha fatto subire un pesante scossone alle azioni ENI che hanno raggiunto il minimo storico.</p>
<p>La causa di questa crisi è da attribuire ai bassi margini di guadagno sul prezzo del petrolio ed anche da un calo generalizzato della richiesta.</p>
<p>Il colosso del cane a sei zampe non ha ancora fatto sapere al mercato le strategie per potersi risollevare e questo atteggiamento rischia di penalizzare ulteriormente il titolo.</p>
<p>Per uno che si affossa però ecco che un altro si risolleva: si tratta di Enel, i cui conti hanno superato le più rosee previsioni degli analisti: +28,7% rispetto all&#8217;anno scorso.</p>
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		<title>Ricapitalizzazioni: arriva il momento.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zerospese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo di crisi c&#8217;è qualcosa di cui le aziende, grandi o piccole, hanno bisogno e si tratta di capitale da investire poi in operazioni di medio o lungo termine. Per farlo di bussa alla porta dei risparmiatori (o delle banche) e si chiede loro un investimento con la promessa, che verrà quasi sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/ricapitalizzazioni.jpg"><img class="size-full wp-image-684 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="ricapitalizzazioni" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/ricapitalizzazioni.jpg" alt="ricapitalizzazioni" width="130" height="130" /></a>In questo periodo di crisi c&#8217;è qualcosa di cui le aziende, grandi o piccole, hanno bisogno e si tratta di capitale da investire poi in operazioni di medio o lungo termine.</p>
<p>Per farlo di bussa alla porta dei risparmiatori (o delle banche) e si chiede loro un investimento con la promessa, che verrà quasi sempre mantenuta, di restituire il denaro con gli interessi.  Dopo le numerosissime obbligazioni societarie, che sono state comprate in tutto il mondo per un valore di 727 miliardi di dollari, è arrivato il momento delle cosidette ricapitalizzazioni attraverso l&#8217;emissione di nuove azioni sul mercato.</p>
<p>Unicredit a febbraio ha aumentato le proprie azioni pari ad un capitale di 3 miliardi di euro mentre qualche giorno fa J.P. Morgan è arrivato addirittura a quota 5 miliardi di dollari. Ovviamente non sono gli unici grandi gruppi che hanno aumentato il proprio capitale in questo modo: Morgan Stanley 2,2miliardi e Danone che ha annunciato una ricapitalizzazione nell&#8217;ordine dei 3 miliardi, sono solo altri nomi importanti che in questo periodo stanno cercando di ricapitalizzare.</p>
<p>Tra le italiane spicca la Enel, che ha contattato i propri consumatori per cercare di ridurre il debito accumulato con una enorme ricapitalizzazione da 8 miliardi di euro per mezzo di nuove azioni ordinarie, da offrire in option agli azionisti Enel in proporzione alle azioni Enel possedute.  I risparmiatori potenzialmente coinvolti sono 1.800.000 e questi avranno tempo sino al 19 giugno per esercitare i diritti di opzione che potranno essere negoziati sino al 12 giugno.</p>
<p>Enel ha fissato un prezzo unitario di sottoscrizione pari a 2,48 euro  ed un rapporto di ri-assegnazione pari a 13 nuove azioni ogni 25 possedute. Ieri Enel è crollata in borsa ed ora le sue azioni sono a 3,6 euro.</p>
<p>Dopo i bond societari abbiamo quindi le ricapitalizzazioni, ma non è ancora finita. Il 15 giugno è atteso il primo bond retail da 1,5 miliardi targato ENI e a settembre forse arriverà quello Telecom&#8230;</p>
<p>Nella maggior parte dei casi questa nuova &#8220;linfa vitale&#8221; non andrà in investimenti, ma servirà soltanto per rifinanziare parte degli enormi debiti che queste società stanno accumulando. Il consiglio per gli investitori è quello di non acquistare azioni a mani basse e cuor leggero, ma informarsi bene sui piani industriali delle società e sui loro obiettivi per ridurre davvero le fonti di debito e le sezioni societarie improduttive. Altrimenti è un po&#8217; come continuare a togliere acqua da una barca che sta affondando a causa di un&#8217;enorme falla.</p>
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