Cari lettori di ZeroSpese, abbiamo voluto fare questo intervento per aggiornarvi sugli sviluppi della class action di Bancoposta e spiegarvi con dovizia di particolari le regole per la segnalazione.

Cosa è stato fatto: Ad oggi è partita la causa pilota  relativamente ad uno dei casi che ci sono stati segnalati e, specificamente quello di Anna F. Questo caso sarà utile all’avvocato per capire cosa farà BancoPosta e quali saranno le sue reazioni e getterà le basi per la class action che sarà decisamente più impegnativa.

Chi può partecipare alla class action: dietro richiesta dell’avvocato può partecipare alla class action soltanto chi è certo di non avere mai risposto a mail fasulle arrivate da “bancoPosta”, coloro quindi che non sono mai incappati nel cosiddetto phishing.

Coloro che sanno in anticipo di avere risposto ad una mail fasulla ed avere fornito loro stessi user e password personali ai truffatori online non possono aggregarsi alla class action (per costoro sarà possibile in seguito intentare una class action di diverso tipo, ma poi ne parleremo più avanti).

Per aderire alla class action non bastano nome, cognome e numero di telefono, ci serve (è molto importante) anche la città e l’ammontare delle somme sottratte. In più occorre un riassuntino di poche righe dove si descrive la truffa e le azioni intraprese (ad esempio denuncia ai carabinieri, contatti a bancoposta etc.)