15 lug
Il banner pubblicitario di Zopa è stato per molti mesi presente su Zero Spese e chi vorrà cliccare il loro sito se lo ricorderà sicuramente.
La notizia importante, arrivata in questi giorni è che il ministero delle finanze, il 10 luglio, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la società Zopa S.p.a. che gestiva l’omonimo sito, il quale si occupava di mediare prestiti tra privati. Non tanto un canale di micro-prestiti quanto un vero e proprio social landing.
I prestiti venivano concessi da prestatori privati, i quali richiedevano gli interessi per la somma erogata. I richiedenti del prestito guardavano tutti gli interessi e le modalità di restituzione e sceglievano quello a loro più congeniale. La società infine guadagnava una piccola somma fissa dai richiedenti ed una minima percentuale annuale dai prestatori.
Tutti contenti insomma, tranne le banche (escluse da giro dei prestiti) ed i mediatori finanziari. Le somme venivano restituite tramite RID bancario e, in caso di mancata restituzione, Zopa assicurava l’intervento di società di riscossione crediti, proprio come avviene per le banche.
Nell’ultimo anno, a causa della crisi economico/finanziaria e dell’aumento spropositato del TAEG (ora circa all’11,5%) da parte delle banche, gli iscritti al sito in cerca di prestiti e gli investitori in cerca di buone rendite percentuali, erano enormemente aumentati. Parliamo di circa 40.000 utenti in più solo nell’ultimo anno… un danno alle banche davvero ingente se si fanno due conti. Purtroppo non si conoscono ancora le ragioni della cancellazione e Zopa ha assicurato comunque il controllo solito per tutti gli utenti che hanno un prestito attivo. Visto che la faccenda ci incuriosisce molto, cercheremo quanto prima di scoprire il motivo di questa presa di posizione da parte del Ministero.
One Response for "Zopa sospesa dal Ministero dell’Economia"
…ma che scoperta! Non è noto che il politico è al servizio delle banche? Qualcuno si ricorda del sistema del prof Auriti? Funzionava…eccome, ma proprio per questo non piaceva alle banche e gli spedirono la finanza a bloccarlo. Dobbiamo pagare, nè più e nè meno di quelli che pagano le tangenti alle mafie.
W l’Italia unita da 150 anni di balle storiche risorgimentali e dalle banche!
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