prestiti Gli effetti della crisi finanziaria si leggono specificamente nel comparto del credito al consumo, mai come di questi tempi tanto florido.

Questo è un settore che, recentemente, ha visto crollare i prestiti per i beni durevoli (automobili, elettronica ed elettrodomestici) ma ha visto aumentare grandemente i prestiti per liquidità o i prestiti con la formula della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) che godono del vantangio dell’intermediazione del datore di lavoro o dell’ente pensionistico.

Vi è quindi un vero e proprio cambio sul fronte prestiti con una diminuzione costante di prestiti per acquisti durevoli in cambio di prestiti personali, richiesti a banche e mediatori finanziari, in grado di garantire una liquidità immediata.

Il motivo di questa inversione di tendenza è semplice quanto drammatico: le famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese e quindi devono richiedere denaro alle banche per poter farcela.  Chi ci perde in tutto questo sono le finanziarie che si sono appoggiate ai negozi (in particolare di elettronica) che hanno visto calare di molto il proprio potenziale fatturato poichè per i prestiti personali gli utenti preferiscono parlare direttamente allo sportello con il proprio istituto di credito.

Questo (forse) porterà a lungo andare ad una migliore offerta di finanziamenti per acquisto di tecnologie e elettrodomestici e si ritornerà finalmente ai grandi sconti per i pagamenti in contanti, visto che ormai i piccoli risparmiatori sono maggiormente orientati su questa formula anzichè impegnarsi in altri prestiti.

Staremo a vedere.