petrolioIl petrolio è ancora in calo e resta sotto i 50 dollari al barile, contrariamente alle previsioni degli analisti che ne prevedevano il rialzo sopra i 50 dollari. Le cause del calo sono essenzialmente due:

1. l’Opec ha rivisto in negativo (per l’ottava volta) la famosa stima della domanda mondiale di petrolio. Rivedendo le previsioni a ribasso di ben 430.000 barili al giorno. La domanda per l’oro nero, secondo l’OPEC, calerà in totale dell’ 1,6% pari a 1,37 milioni di barili al giorno.

2. Aumentano le scorte di petrolio americane. Mentre la scorsa settimana erano calate di 900.000 barili, questa settimana sono aumentate di ben 5,6 milioni di barili, contro una previsione degli analisti di 2,5 milioni di barili.
La causa di tutto questo è ovviamente la crisi economica che ha ridotto di molto il consumo di petrolio e derivati.

In Italia, con anche il cambio favorevole dalla nostra parte, viviamo una situazione paradossale: la benzina, che dovrebbe seguire quasi giornalmente l’andamento del petrolio, aumenta immediatamente a qualsiasi rincaro anche minimo del greggio ma poi non diminuisce.  Inutili ed inverosimili le spiegazioni fornite dai grandi distributori italiani i quali tutti insieme (in barba a qualsiasi anti-trust) stanno semplicemente speculando sulle tasche dei cittadini… una speculazione che si aggira intorno ai 15 centesimi al litro.

Molte associazioni di consumatori si sono già mosse per segnalare la cosa alle autorità competenti le quali non hanno (per il momento) fatto un bel nulla. A salvarci dalla speculazione sono soltanto i piccoli distributori indipendenti che mantengono un prezzo davvero conveniente.

Insieme con il  calo del petrolio, ci preme segnalare che sono calati anche i prezzi per gli impianti a gpl e metano, i quali avevano subito una fortissima impennata con l’aumento della benzina. Ora che i prezzi sono tornati ragionevoli, potrebbe non essere una cattiva idea approfittarne.