fondi-pensioneCon la fine del mese si avvicina la scandenza, per oltre un milione di lavoratori italiani, del vincolo di permanenza presso la forma previdenziale prescelta per i propri fondi pensione e decisa nel lontano primo trimestre del 2007.

Come succede per i mutui, anche i fondi pensione hanno la “portabilità” ovvero possono essere destinati  differentemente da quanto deciso in precedenza. Chi ha un fondo negoziale può ad esempio decidere di trasformarlo in un fondo aperto, oppure potrebbe decidere per un piano individuale pensionistico (pip).

Senza aspettare la scadenza però, la covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione) aveva già dato l’opportunità ai lavoratori italiani di sospendere la contribuzione ad un fondo di categoria ed iniziare a versare i propri contributi ad un fondo aperto ad adesione collettiva, in attesa di trasferire anche lo stock pregresso (cosa fattibile entro fine mese, una volta maturati due anni nel categoriale).

A questo punto gli italiani si stanno interrogando su cosa decidere per il proprio futuro: la maggioranza degli italiani avevano optato per i fondi negoziali, mentre solo 200.000 per i fondi aperti e 100.000 per i PIP.

A breve quindi inizierà (nuovamente) la caccia ai lavoratori per convincerli a spostare i propri fondi previdenziali in questo o quel fondo, ovviamente tutti apparentemente vantaggiosi. La verità è che però tutti i fondi pensione in questi due anni sono andati male e chi ha spostato il proprio tfr dall’azienda ci ha perso. Naturalmente si parla  di investimenti a lungo termine e bisogna guardarli con quest’ottica, ma il futuro non è propriamente roseo, nemmeno nel lungo termine.

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