30 apr
E’ stato l’ultimo trimestre del 2009 a far segnare un bilancio positivo (un magro +0,33%) rispetto al 2008 nel settore dei mutui.
Il perchè di questo aumento è certamente imputabile alla crisi che ha fatto abbassare i prezzi delle casi e permesso acquisti vantaggiosi. Nel campo del mattone però la crisi sembra finita, perlomeno per quello che riguarda l’acquisto di case. La convenienza (in particolare al nord) è scomparsa e coloro che hanno scelto questo periodo estivo per andare in giro per case potranno vedere con i loro occhi che i prezzi sono aumentati un po’ ovunque.Oltre ai mutui è da rilevare anche una crescita delle “sofferenze” ovvero persone in mora che non riescono più a pagare il mutuo o le rate di finanziamenti vari. Questa analisi dettagliata è contenuta nel report trimestrale: “Indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane” realizzato dall’Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
L’indicatore generale è comunque di solidità. Il 58% delle famiglie italiane (circa 15 milioni di nuclei) disponeva di un reddito sufficiente a sostenere i costi di un mutuo, ma se si guarda alle famiglie giovani il dato scende al 30%.
Tirando le somme il momento attuale potrebbe essere ancora conveniente per iniziare un mutuo. I tassi sono ancora molto bassi (ma saliranno ovviamente) e lo spread, pur essendo illegittimamente alto, è ancora contenuto.
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