24 giu
Bric è l’acronimo (inventato dagli economisti di Goldman Sachs) che indica i paesi emergenti in via di sviluppo: Brasile, Russia, India e Cina. Questi paesi, dopo avere risentito anch’essi della crisi internazionale, sembrano esserne usciti lasciandosi la crisi alle spalle.
I listini del BRIC, conti alla mano, sembrano essersi completamente ripresi da questa crisi ed i paesi in via di sviluppo stanno letteralmente scalzando quelli del G6… recuperando la fiducia degli economisti e facendo la voce grossa.
Proprio la scorsa settimana i rappresentanti dei paesi BRIC (che contribuiscono per il 15% al prodotto interno globale) hanno chiesto una maggiore diversificazione del sistema valutario internazionale (basato sul dollaro) e sottolineando la necessità di dare più voce e rappresentanza ai paesi emergenti, nelle varie organizzazioni finanziarie e di investimento internazionali.
Mentre i paesi come Europa e Stati Uniti sono affondati (e stanno ancora affondando) i paesi in via di sviluppo dell’area BRIC stanno avendo un deciso recupero sui loro mercati azionari e le statistiche lo dimostrano: se l’SMP500 e l’EURO STOCKS dall’inizio di quest’anno sono in recupero del 5% circa, l’indice della borsa di Mosca e quello di Shangai vantano un recupero da inizio anno del 65%, mentre il mercato indiano e quello del brasile si “accontentano” di un 60 e di un 42%
Gli emergenti continuano ad essere un’opzione estremamente interessante di investimento… l’unico problema è la forte volatilità dei titoli che va sopportata e compresa in anticipo, prima di fare qualsiasi investimento.
Per i grandi e piccoli risparmiatori che volessero investire sui paesi in via di sviluppo le possibilità non mancano: ci sono i fondi comuni dedicati a queste economie, gli ETF (fondi indicizzati quotati) sino ai certificati che possono avere come sottostante sia i singoli indici che l’intera area BRIC.
One Response for "La ripresa del BRIC"
Solo una precisazione… l’indice si chiama Euro STOXX
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