multeIn italia si fanno in media 26.000 multe al giorno e, le occasioni per prendere una multa, in questi ultimi anni, si sono addirittura moltiplicate. La sicurezza dei cittadini ovviamente non c’entra più nulla: i comuni sono tutti in deficit e, per cercare di aumentare il bilancio comunale con le multe (solitamente le entrate più sostanziose arrivano da lì) si estendono le zone blu o si piazzano rilevatori di velocità e telecamere.
Non sempre però le multe, quando arrivano, sono giuste. I vigili urbani o gli adetti del gruppo trasporti o gli ausiliari del traffico, hanno una quota di multe prestabilite e, siccome anche loro sbagliano,  a volte, ci ritroviamo a dover contestare una multa.  Sono infatti migliaia le multe ingiuste emesse, giornalmente, a danno di automobilisti che non hanno voglia o non sanno come contestarle.

Che fare allora? Beh per prima cosa si può fare ricorso che può essere intrapreso per diverse ragioni, sia formali che sostanziali: ad esempio se i dati anagrafici del proprietario del veicolo non corrispondono a quelli della contravvenzione oppure manca l’indicazione di giorno ora e luogo della violazione commessa o quella dell’agente accertatore  (anche solo il numero di matricola) o se non è stato indicato l’articolo del codice o la norma violata.

Se esistono gli estremi per effettuare il ricorso le cose da fare possono essere due (ma in entrambi i casi non bisogna superare i 60 giorni dalla data di notifica della multa). Si può infatti decidere di rivolgersi al prefetto o al giudice di pace. La prima strada (Quella del prefetto) è più potenzialmente pericolosa poichè il prefetto ha 180 o 210 giorni (questo periodo dipende se il ricorso è stato presentato al prefetto stesso – 180 giorni – o al comando di polizia – 210 giorni -) di tempo per spedire l’ingiuzione di pagamento. Se non dovesse arrivare, il ricorso si intende accolto.

Se invece il ricorso ha esito negativo invece, non solo si dovrà pagare la multa, ma il suo importo sarà sempre e comunque il doppio della somma originale.

Se si ricorre al giudice di pace, i tempi  di attesa sono molto più lunghi (il tempo infatti non è stabilito) però, in caso di respinta del ricorso, il giudice può decidere se lasciarlo inalterato, ridurlo o aumentarlo.

E se il ricorso viene respinto ma sappiamo di avere ragione?

Beh… in tal caso non dobbiamo arrenderci! Se il ricorso è stato respinto dal prefetto, possiamo rivolgerci al giudice di pace. Se invece il ricorso è stato respinto dal giudice di pace… allora non ci resta che andare in cassazione… ed in questo caso forse è meglio pensarci bene.