17 apr
E’ davvero impressionante il rapporto della Federazione Italiana degli Editori dei Giornali per il 2006-2008. Le vendite dei giornali italiani sono precipitate creando un aumento delle perdite del 100% ed un calo degli utili del 30%.
Nessuna testata giornalistica si salva. Con delle cifre negative così importanti i giornali dovrebbero chiudere domani, invece continuano a barcamenarsi soltanto grazie ai contributi pubblici all’editoria.
Il motivo di questo calo, secondo la FIEG, è da attribuire alla disparità di assetto regolatorio squilibrato a favore della televisione.
Negli altri paesi infatti la televisione per la raccolta pubblicitaria ha un tetto massimo che non si può superare… per questo motivo quindi gli investitori si rivolgono alla carta stampata per la pubblicità dei loro prodotti.
In Italia queste regole non ci sono e, come contentino, si offrono i contributi pubblici per l’editoria, un incentivo statale che permette ai giornali di non morire, ma nemmeno di essere in salute.
La disamina della FIEG però dimostra di essere piuttosto miope perchè non tiene conto di un fattore molto importante: un calo impressionante delle vendite. La situazione contabile risente di due fattori importanti: il primo è internet, che permette di avere notizie aggiornate in tempo reale, il secondo sono i quotidiani gratuiti che vengono distribuiti nelle stazioni metro o ferroviarie che stanno gradatamente sostituendo i quotidiani a pagamento. Nota: i quotidiani gratuiti non sono in perdita… anzi, registrano un aumento dei lettori.
Quali possono essere le soluzioni per una ripresa?
Sicuramente un trasferimento online potrebbe essere una soluzione buona, ma non ancora ottimale; visto che in Italia internet non è ancora largamente diffuso e non tutti i giornali godrebbero di buona popolarità online, essendo apertamente schierati da una o dall’altra parte…
Mettere un tetto alla raccolta pubblicitaria televisiva e togliere i contributi all’editoria (come più volte chiesto da Beppe Grillo, protagonistra di una incredibile raccolta firme in tal senso) potrebbe fare pulizia e rinnovamento nell’editoria italiana. I giornali più deboli chiuderanno e resteranno soltanto quelli di qualità e con i lettori più fedeli.
2 Responses for "Quotidiani: aumento perdite del 100%"
Aggiungerei un terzo fattore, i giornali sono fatti da giornalisti italiani zerbini, gli zerbini di stoffa durano di più ergo, vado al supermercato e mi compro uno zerbino dove potrò pulirmi i piedi più volte. Il giornale dopo una volta si rompe.
Purtroppo la stampa italiana ha la cattiva fama (in parte meritata) di schierarsi sempre con il più forte e contro gli altri… Un raro caso di zerbino-voltagabbana all’occorrenza. Con le debite eccezioni ovviamente.
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