automobIl mercato dell’automobile è finalmente in rialzo. Questo è il dato positivo dopo l’entrata in vigore, a partire dal 7 febbraio, del decreto incentivi disposto dal governo.
Dopo ben 14 mesi di cali, le immatricolazioni di auto nuove sono tornate a crescere a marzo con un aumento dello 0,24% rispetto allo scorso anno.

Il motivo di questa crescita è sicuramente da imputare agli incentivi statali che hanno stimolato all’acquisto molte persone che dovevano cambiare macchina. Basti solo pensare che a gennaio il dato delle vendite era un bel meno  32.6% (rispetto all’anno precedente) e meno 24.5% a febbraio. Questo dato ha interessato (quasi per la totalità delle vendite) le auto che sono soggete al decreto incentivi e che quindi possono usufruire di sconti particolari.

Rispetto a febbraio gli acquisti con eco-incentivi sono aumentati dell’82%. Sulla scia positiva del mercato anche le due ruote segnano un incremento del 7.8% nel mese di marzo.

Il bonus di 1500 è garantito a chi rottama la propria auto (immatricolata fino al 31 dicembre 1999) e ne acquista una nuova euro 4 o euro 5.  Il contributo raddoppia se la nuova auto è alimentata a metano, elettricità o idrogeno. L’acquisto di questa tipologia di automobili è premiato con un bonus di 1500 euro (che può aggiungersi a quello della rottamazione).

Un incentivo di 500 euro è previsto per coloro che  rottamano il proprio motociclo euro zero o euro uno con uno euro tre sino a quattrocento di cilindrata.

Oltre a questi incentivi, le case automibilistiche più sveglie hanno aggiunto i propri incentivi interni ed anche se questa strategia fa abbassare il guadagno del concessionario (infatti gli incentivi delle case automobilistiche si riflettono direttamente sul guadagno dei concessionari) aumenta la possibilità di vendita, raddoppiando i possibili introiti.

La strategia del governo quindi, per il momento, dà i frutti sperati. Non tutti però sono d’accordo con una soluzione del genere. Il mercato dell’automobile è ormai più che saturo ed i tempi di vita di un’auto continuano a ridursi sempre di più. Forse puntare solo sulle auto ad impatto ambientale zero sarebbe stata una strategia migliore sul lungo periodo.