scontrinoQuesto è un anno nero non soltanto per l’economia, ma anche per l’agenzia delle entrate.

Quest’anno infatti gli studi di settore sono saltati per quasi il 90% delle dichiarazioni e tutti i ricorsi del ministero delle entrate sono stati respinti. Gli studi di settore sono, in pratica, delle quote fisse per tutti i professionisti e le aziende che si basano su studi ragionati per ogni professionista ed azienda. Quello che però gli studi di settore non avevano preso in considerazione era la crisi economica che ha portato aziende e professionisti a non volersi adeguare poichè mancano proprio i fondi.

Questo vuol dire una cosa: milioni di euro di entrate fiscali in meno. Come fare quindi a cercare di recuperare fondi? Da una parte si incrociano dati cercando incongruenze (ad esempio il proprietario di una ferrari che guadagna 10.000 euro l’anno) e dall’altra si mandano i dipendenti dell’agenzia delle entrate (non la guardia di finanza, ma proprio i dipendenti) fuori dagli uffici, a girare per i negozi.

I loro obiettivi sono i negozianti che non rilasciano gli scontrini fiscali, i quali rischiano ogni volta che vengono “pizzicati” una multa minima di 516 euro.  Ma non è finita: quando viene trovato un negoziante che non rilascia lo scontrino, si continua a sorvegliarlo ogni giorno, cambiando le persone addette. E’ più facile infatti che qualcuno che non fa gli scontrini, continui su questa strada, magari con il proposito di rifarsi della multa subita.

Questo vero e proprio accanimento stà portando molti negozianti ad arrivare alla “sanzione accessoria” ovvero alla chiusura dell’esercizio, con applicata sulle serrande la scritta “evasore fiscale” da un minimo di tre giorni ad un massimo di sei mesi.

Visti i tempi magri poi, non esistono scuse di alcun genere: il barista che offre un caffè ad un amico dovrà comunque  rilasciare una ricevuta se non vuole avere problemi…