termini-imereseSergio Marchionne è stato molto chiaro. A partire dal 2012 lo stabilimento FIAT di Termini Imerese non produrrà più automobili. Non chiuderà, ma sarà “riconvertito”, anche se non ci sono ulteriori specifiche sul tipo di riconversione e di riutilizzo dello stabilimento. Quello che è praticamente certo è che, qualsiasi tipo di riconversione, costerà in termini di posti lavorativi.

A poco serviranno gli scioperi o le promesse della regione di trovare fondi e finanziamenti.

Lo stabilimento un tempo era un vero e proprio polmone lavorativo con un grandissimo indotto intorno a sè (sino al 2001) ha poi avuto problemi nel 2002, quando rimase chiuso per ben sei mesi e ridusse della metà gli operai che ci lavoravano. Da allora tutto e cambiato, l’indotto si è drasticamente ridotto a tre sole ditte con qualche centinaio di operai ed alle ditte di pulizia e trasporto da e per lo stabilimento.

Il mercato delle auto ha avuto una incoraggiante salita a giugno, ma non ha ancora ripreso i trend degli scorsi anni. FIAT in particolare è ancora in perdita, nonostante le politiche espansionistiche di Marchionne ed il grafico delle azioni FIAT nell’arco di un anno è in grave perdita, con tendenza al ribasso.

FIAT non ha quindi risorse (a cominciare da quelle economiche) per potersi permettere Termini Imerese. Le proposte della regione e delle istituzioni sono interessanti, ma arrivano troppo tardi… quasi che si siano svegliati ora dopo avere dormito da tempo, quando già le cose stavano precipitando. La sorte dello stabilimento, purtroppo, pare già segnata ed a poco serviranno gli scioperi.