Si chiude con un crack di 200 milioni l’avventura trentennale della famiglia Colombo con la celebre società “I viaggi del Ventaglio”.

Secondo indiscrezioni sarebbero oltre 70 mila i creditori e altrettanti saranno quelli che, pur avendo acquistato una bellissima vacanza, non partiranno mai per raggiungere la tanto sospirata meta.

La famiglia Colombo, proprietaria della società, aveva sperato nel salvataggio, avviando una procedura di concordato, ma i giudici della seconda sezione civile del tribunale fallimentare di Milano hanno bocciato le soluzioni proposte dai liquidatori della società, dichiarando il fallimento giovedì 15 luglio su istanza del sostituto procuratore Luigi Orsi. Non sussistevano i numeri per rilanciare il Ventaglio e in più dal mese di ottobre del 2009 i conti della società non erano più controllabili. A fine aprile i ricavi erano crollati a 52,5 milioni di euro e le perdite lievitate di 55 milioni di euro.

A rendere ancora più drammatica la vicenda vi è la situazione di 150 lavoratori dell’azienda genovese che, già in cassa integrazione da dicembre, vedono così svanire la possibilità di ritornare al lavoro.

Sulla vicenda i magistrati stanno anche vagliando l’ipotesi di bancarotta fraudolenta, infatti, è dal 2005 che la società ha iniziato una serie di vendite delle strutture turistiche di valore per avere liquidità in cassa ed evitare il peggio, che purtroppo è arrivato in questi giorni.

Il Codacons ha messo in evidenza come, nei giorni successivi al fallimento, sul sito del tour operator (http://www.ventaglio.com/) non vi era ancora nessuna traccia della notizia e ha aggiunto che “Anzi, in bella mostra, spiccano le offerte per vacanze a Sharm el Sheikh piuttosto che a Djerba, ancora prenotabili”.

Il Codacons ha quindi richiesto l’immediata tutela dei consumatori con l’annuncio di fallimento sulla home della società ma, ad oggi, la pagina non riporta nessun avviso.