14 mag
Il primo luglio 2009 è la data fissata per l’entrata in vigore della class action. Nonostante la data sia piuttosto vicina, e le associazioni di consumatori siano in fermento, la class action è ancora un grande cantiere, lungi dall’essere completato.
Escluso il fatto di poter avere una class-action simile a quella degli stati uniti (quello resterà un sogno irraggiungibile), resta da stabilire che tipo di legge potrebbe essere…
La class action (o azione colletiva) è in pratica la possibilità, per un gruppo di consumatori, di agire in giudizio (con la richiesta di risarcimento collettivo) nei confronti di grandi aziende o grandi gruppi commerciali.
Prevista inizialmente dalla finanziaria 2008 sarebbe dovuta entrare in vigore il 29 giugno 2008 ma è stata rinviata più volte e, l’ultima chiamata, è per luglio 2009. Nonostante però la scadenza sia così vicina, al senato si stà discutendo su quali possano essere i nodi della causa collettiva nel nostro paese.
Il punto più controverso è quello della retroattività, un emendamento presentato la scorsa settimana la escluderebbe (anche solo per un anno!) Questa modifica (non certo di poco conto) renderebbe inapplicabile questo strumento giuridico per la vicenda Alitalia, oltre che per i precedenti crack finanziari di Parmalat, Cirio e Bond Argentini.
Questo è un punto fondamentale, che alcune forze governative stanno spingendo per salvare proprio queste aziende ed impedire proprio le class action per i sopra citati scandali finanziari. Purtroppo, l’emendamento presentato da Alberto Balboni (Pdl) ed accettato proprio oggi dal senato, impedirà agli italiani di fare valere i propri diritti ed avere restituiti i soldi che hanno perduto con i sopra-citati crack finanziari, Alitalia in particolare.
Una mossa non certo popolare che però, per il momento, è passata completamente inosservata e non segnalata dai media nazionali. Abbiamo quindi pensato di farlo noi.
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