24 set
Nonostante i ribassi dei prezzi degli ultimi mesi, dovuti in gran parte alla crisi, le associazioni dei consumatori sono ancora sul piede di guerra.
I generi alimentari di base (ad esempio il pane e la pasta) sono ancora a prezzi troppo elevati, anche considerato il fatto che il grano è diminuito del 36% rispetto allo scorso anno, fatto che da solo rende assolutamente ingiustificato l’aumento di pane e pasta.
Ovviamente il problema è da ricercare nei rincari che avvengono nella filiera.
Prendiamo l’esempio dei pomodori: dal campo alla tavola subiscono un aumento del 300% che può essere spiegato solo con una parola: speculazione. Ed il governo sembra non essere in grado di offrire soluzioni valide per controllare i prezzi dei generi alimentari più comuni.
Ma i generi alimentari non sono i soli nel mirino dei consumatori, vessati da ogni parte. Abbiamo ad esempio i trasporti… con treni cari, in ritardo e sporchi. Oppure gli sms, tra i più cari d’Europa. Per non parlare degli aumenti delle polizze RCAuto (+130%) o dei costi bancari più alti in assoluto in tutta l’area europea.
Insomma… il futuro non promette bene per gli italiani. L’unica speranza è che qualche investitore straniero veda la situazione italiana e ne approfitti per inserire qualche azienda a prezzi decisamente concorrenziali. Lui farebbe affari d’oro ed i consumatori italiani starebbero un po’ meglio.
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