6 mag
Con la crisi economica molti piccoli e medi risparmiatori hanno ritirato i loro investimenti dai canali bancari e dai fondi di investimento.
Il denaro ritirato, da una recente stima, si aggira intorno ai 9,2 miliardi di euro. Una cifra davvero enorme. Il motivo principale di questo deflusso di denaro è la paura nell’instabilità del mercato, che ha spinto molti risparmiatori a disinvestire, cercando di tutelare o salvare il proprio capitale.
Mentre le banche in particolare, ma anche tutti i canali consueti, continuano a registrare deflussi di denaro, i promotori finanziari (sia appartenenti a gruppi che indipendenti) non hanno risentito di questo calo (almeno non in larga misura) anzi, la loro attività si è fatta, se possibile, ancora più intensa.
Il motivo è facilmente intuibile e non si tratta soltanto del mero “contatto umano con il cliente”. La verità è che i promotori finanziari fanno, nella maggior parte dei casi, gli interessi del cliente e non i propri interessi, come ad esempio le banche.
Quando consigliano un prodotto finanziario per un investimento quindi, cercano di selezionarne uno che sia vantaggioso per il cliente e non uno che porti vantaggio solo a chi lo vende. La professione del promotore finanziario quindi è in grande crescita e molti sono i giovani che si stanno avvicinando a questo tipo di attività… sia all’interno di grandi gruppi che in proprio. Lo scoglio contro il quale molti si stanno abbattendo però è il nuovo esame per l’iscrizione all’albo, reso particolarmente duro ed ostico.
Maneggiare i soldi altrui è una grande responsabilità e quindi il vecchio esame per promotori finanziari è stato reso ancora più duro ed impegnativo, con l’obiettivo di garantire ai risparmiatori dei professionisti preparati.
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