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	<title>Zero Spese &#187; Prestiti</title>
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		<title>Allarme debiti.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 20:06:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nonostante alcuni telegiornali italiani continuino a ripetere che la crisi è ormai finita, offrendo dati sull&#8217;economia quantomento fantasiosi, sono sempre più le famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese e che ricorrono a prestiti personali o a cessioni del quinto dello stipendio per pagare le spese fisse o il mangiare. Fare debiti ulteriori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/debt.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="debt" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/debt.jpg" alt="debt" width="130" height="130" /></a>Nonostante alcuni telegiornali italiani continuino a ripetere che la crisi è ormai finita, offrendo dati sull&#8217;economia quantomento fantasiosi, sono sempre più le famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese e che ricorrono a prestiti personali o a cessioni del quinto dello stipendio per pagare le spese fisse o il mangiare.</p>
<p>Fare debiti ulteriori però non è certo la soluzione ad una condizione economica precaria; molte famiglie italiane si sono ritrovate in una condizione ancora peggiore di quella che volevano risolvere&#8230;</p>
<p>Tra le regioni italiane a più alto rischio di indebitamento è capofila la Sicilia, con il più alto rischio di indebitamento di tutta italia al secondo posto la Campagna seguita dalla Calabria. I dati, provenienti da dati ISTAT, banca di Italia ed inps, fa emergere anche qualche sorpresa nelle regioni a rischio. Il Lazio infatti è considerato ad altissimo rischio ed i cittadini di quella regione sono in grande sofferenza economica.</p>
<p>L&#8217;argomento è molto serio e le associazioni di consumatori stanno cercando (attraverso proposte più o meno realizzabili) di aiutare le famiglie che attraversano particolari condizioni di difficoltà economica.</p>
<p>Tra le ultime proposte quella di sospendere le rate di mutui o prestiti da parte delle banche per le famiglie in particolare difficoltà, proprio come per le aziende.</p>
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		<title>Vuole un prestito? La nuova strategia delle banche</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:23:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#60;&#60; La scorsa settimana ho ricevuto una chiamata sul mio cellurare con numero anonimo. Quando rispondo, dall&#8217;altra parte della cornetta, un impiegato della banca Barclays dove ho appoggiato il mutuo. Subito mi preoccupo pensando a qualcosa di grave, a qualche disguido con il RID, ma l&#8217;impiegato è molto affabile ed è allegro ed inizia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/prestiti-b.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1073" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="prestiti b" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/10/prestiti-b.jpg" alt="prestiti b" width="130" height="130" /></a>&lt;&lt; La scorsa settimana ho ricevuto una chiamata sul mio cellurare con numero anonimo. Quando rispondo, dall&#8217;altra parte della cornetta, un impiegato della banca Barclays dove ho appoggiato il mutuo.</p>
<p>Subito mi preoccupo pensando a qualcosa di grave, a qualche disguido con il RID, ma l&#8217;impiegato è molto affabile ed è allegro ed inizia a spiegarmi che, sono il fortunato vicitore di una particolare estrazione&#8230;</p>
<p>Quello che ho vinto è un prestito personale concessomi dalla Barclays, a tasso agevolato. Al mio rifiuto di un prestito personale l&#8217;impiegato quasi rimane di stucco&#8230; &#8220;Come &#8211; mi dice &#8211; non ha in mente di fare nemmeno un acquisto? nemmeno da 2000 euro?&#8221;</p>
<p>Questa è la nuova strategia bancaria: visto che i prestiti personali sono molto calati, le banche (non solo la Barclays, ma anche l&#8217;unicredit ad esempio)  stanno telefonando direttamente ai clienti, chiedendo loro se vogliono fare un prestito.</p>
<p>Non credo che questa sia una politica molto corretta, in fondo si propone a qualcuno di indebitarsi&#8230; eppure per il momento non vi è stata alcuna reazione da parte delle associazioni dei consumatori. &gt;&gt;</p>
<p>Questa è l&#8217;esperienza di Silvio, un assiduo lettore di ZeroSpese che abbiamo deciso di pubblicare integralmente. La chiamata ai clienti con la proposta di un prestito da parte delle banche è una novità per il nostro paese, che sta prendendo piede in particolare in questo ultimo periodo. Il tentativo, oltre a quello di fare aumentare i prestiti personali, è quello di strappare clienti alle moltissime finanziarie presenti sul panorama italiano le quali operano una strategia di marketing molto aggressiva.</p>
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		<title>cattivi pagatori e protestati. Nuove truffe</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 17:15:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuiamo a ricevere mail, da parte di utenti, relativamente a varie truffe compiute da società più o meno credibili di mediazione finanziaria. Essere &#8220;protestati&#8221; o essere &#8220;cattivi pagatori&#8221; significa avere emesso cambiali o assegni senza essere poi stati in grado di pagarle, oppure avere ritardato (o non pagato) alcune rate di un prestito o un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-991 alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="cattivo pagatore" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/09/cattivo-pagatore.jpg" alt="cattivo pagatore" width="130" height="130" />Continuiamo a ricevere mail, da parte di utenti, relativamente a varie truffe compiute da società più o meno credibili di mediazione finanziaria.</p>
<p>Essere &#8220;protestati&#8221; o essere &#8220;cattivi pagatori&#8221; significa avere emesso cambiali o assegni senza essere poi stati in grado di pagarle, oppure avere ritardato (o non pagato) alcune rate di un prestito o un mutuo. La segnalazione di cattivi pagatori o protestati sulle banche dati sui rischi creditizi è poi una semplice conseguenza.</p>
<p> La possibilità che questi soggetti hanno di ottenere un prestito è molto vicina allo zero, in particolare se si presentano da soli allo sportello della banca.</p>
<p>Per questo motivo, in particolare in un periodo di crisi, sono sempre più gli enti o le finanziarie che mettono pubblicità su internet, radio e giornali invitando i cattivi pagatori o i protestati a rivolgersi a loro, garantendo la concessione di un prestito.</p>
<p>La realtà è ben diversa. Questi enti creditizi (dei quali nei prossimi interventi faremo i NOMI e vi invitiamo a farli negli eventuali interventi). GARANTISCONO il prestito ma, nel caso questo non venisse concesso, loro comunque si terranno la quota di spese pratica prevista dal contratto.</p>
<p>Leggete quindi sempre bene ed informatevi con attenzione prima di sottoscrivere un prestito o di avviare una pratica, in particolare se avete avuto protesti; fermo restando che i protesti possono essere cancellati, così come si può essere riabilitati come cattivi pagatori, una formula definitiva e certamente meno costosa delle &#8220;spese pratica&#8221; delle agenzie di mediazione.</p>
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		<title>Zopa sospesa dal Ministero dell&#8217;Economia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:35:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il banner pubblicitario di Zopa è stato per molti mesi presente su Zero Spese e chi vorrà cliccare il loro sito se lo ricorderà sicuramente. La notizia importante, arrivata in questi giorni è che il ministero delle finanze, il 10 luglio, ha cancellato dall&#8217;elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la società Zopa S.p.a. che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/zopa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-886" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="zopa" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/zopa.jpg" alt="zopa" width="130" height="130" /></a>Il banner pubblicitario di Zopa è stato per molti mesi presente su Zero Spese e chi vorrà cliccare <a href="http://www.zopa.it" target="_blank">il loro sito</a> se lo ricorderà sicuramente.</p>
<p>La notizia importante, arrivata in questi giorni è che il ministero delle finanze, il 10 luglio, ha cancellato dall&#8217;elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la società Zopa S.p.a. che gestiva l&#8217;omonimo sito, il quale si occupava di mediare prestiti tra privati. Non tanto un canale di micro-prestiti quanto un vero e proprio social landing. </p>
<p>I prestiti venivano concessi da prestatori privati, i quali richiedevano gli interessi per la somma erogata. I richiedenti del prestito guardavano tutti gli interessi e le modalità di restituzione e sceglievano quello a loro più congeniale. La società infine guadagnava una piccola somma fissa dai richiedenti ed una minima percentuale annuale dai prestatori.</p>
<p>Tutti contenti insomma, tranne le banche (escluse da giro dei prestiti) ed i mediatori finanziari. Le somme venivano restituite tramite RID bancario e, in caso di mancata restituzione, Zopa assicurava l&#8217;intervento di società di riscossione crediti, proprio come avviene per le banche.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno, a causa della crisi economico/finanziaria e dell&#8217;aumento spropositato del TAEG (ora circa all&#8217;11,5%) da parte delle banche, gli iscritti al sito in cerca di prestiti e gli investitori in cerca di buone rendite percentuali, erano enormemente aumentati. Parliamo di circa 40.000 utenti in più solo nell&#8217;ultimo anno&#8230; un danno alle banche davvero ingente se si fanno due conti. Purtroppo non si conoscono ancora le ragioni della cancellazione e Zopa ha assicurato comunque il controllo solito per tutti gli utenti che hanno un prestito attivo. Visto che la faccenda ci incuriosisce molto, cercheremo quanto prima di scoprire il motivo di questa presa di posizione da parte del Ministero.</p>
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		<title>Prestiti per le vacanze: sempre la solita musica.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 12:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zerospese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicina il periodo estivo e, puntuali come ogni anno, fioriscono le pubblicità relative ai prestiti per potere andare in vacanza. E&#8217; luogo comune infatti che le famiglie italiane rinuncino a molte cose, ma non alle vacanze. Lettini e sdraio saranno quindi pieni anche quest&#8217;anno (anche se si registrano cali nelle prenotazioni), l&#8217;unica differenza è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/vacanze.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-858" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="vacanze" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/07/vacanze.jpg" alt="vacanze" width="130" height="130" /></a>Si avvicina il periodo estivo e, puntuali come ogni anno, fioriscono le pubblicità relative ai prestiti per potere andare in vacanza.</p>
<p>E&#8217; luogo comune infatti che le famiglie italiane rinuncino a molte cose, ma non alle vacanze. Lettini e sdraio saranno quindi pieni anche quest&#8217;anno (anche se si registrano cali nelle prenotazioni), l&#8217;unica differenza è che molti degli esborsi estivi saranno aiutati ed agevolati da prestiti bancari.</p>
<p>Su giornali e televisioni private iniziano già a fiorire pubblicità di prestiti per le vacanze. Pubblicità mirate e fatte anche molto bene, alle quali però bisogna guardare con molta attenzione.</p>
<p>Andando al sodo, infatti, si tratta quasi sempre di prestiti personali o cessioni del quinto dello stipendio (o della pensione). Alcune agenzie o alcuni intermediari sottolineano il fatto che il rimborso partirà da dopo le vacanze, non specificando che i mesi di vacanza andranno a finire comunque nel calcolo degli interessi.</p>
<p>Quali sono quindi i passaggi necessari per ottenere un prestito ed a cosa bisogna prestare attenzione?</p>
<p><strong>1. Avete avuto problemi con prestiti precedenti o protesti?</strong></p>
<p>Può capitare che, in passato, abbiate avuto problemi con prestiti precedenti, o dei protesti.  Ci sono istituti di credito che fanno passare la cosa come se non ci fosse alcun problema. Ma il problema in effetti c&#8217;è. Le banche, prima di concedere questo prestiti a questa tipologia di persone esigono la stipula di un&#8217;assicurazione che non è mai a buon mercato e che andrà ad incidere pesantemente sulla rata.</p>
<p><strong>2. Avete già un prestito o un finanziamento in corso?</strong></p>
<p>I prestiti ed i finanziamenti possono essere raggruppati in un unica rata, ma controllate sempre che vi convenga. Pagare due rate differenti può essere scomodo, ma a volte anche economico.</p>
<p><strong>3. Attenzione alla rata ed al TAEG.</strong></p>
<p>Gli interessi di questi tempi sono molto bassi&#8230; E pensare che scendano ancora è piuttosto utopico. La rata<strong> </strong>quindi dovrà essere <strong>costante e non variabile.</strong></p>
<p>Un altro punto da tenere in considerazione è il TAEG. Con i tassi così bassi le banche, per poterci guadagnare, hanno <a href="http://www.zerospese.org/prestiti/prestiti-in-aumento-il-taeg/" target="_blank">alzato di molto il TAEG</a>, ma non solo. Hanno anche aumentato i costi delle polizze (alcune delle quali obbligatorie) per potere ricevere il prestito.</p>
<p><strong>4. Non firmate subito.</strong></p>
<p>Non fermatevi alla prima agenzia o alla prima banca e non utilizzate i siti che fanno paragoni tra i mutui. Andate, telefonate, informatevi voi stessi. Confrontate i TAEG ed i costi delle polizze ed infine decidete per il meglio. Se avete tempo e voglia di scriverci che banca o finanziaria avete selezionato per il vostro prestito e perchè pubblicheremo il vostro parere.</p>
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		<title>Prestiti: in aumento il taeg</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 10:39:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la crisi finanziaria il mercato dei prestiti ha avuto un cambiamento, ma è ben lungi dall&#8217;essere in crisi, anzi! Se da una parte sono diminuiti i prestiti finalizzati all&#8217;acquisto, dall&#8217;altra sono aumentati i prestiti personali, solitamente accordati con la formula della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione), tanto cara alle banche ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/prestiti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-727" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="prestiti" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/06/prestiti.jpg" alt="prestiti" width="130" height="130" /></a>Con la crisi finanziaria il mercato dei prestiti ha avuto un cambiamento, ma è ben lungi dall&#8217;essere in crisi, anzi!</p>
<p>Se da una parte sono diminuiti i prestiti finalizzati all&#8217;acquisto, dall&#8217;altra sono aumentati i prestiti personali, solitamente accordati con la formula della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione), tanto cara alle banche ed agli istituti di credito.</p>
<p>La richiesta è molto forte:  nei primi tre mesi del 2009 c&#8217;è stato un aumento del 25% sui prestiti con la cessione del quinto dello stipendio e, di pari passo, è aumentato anche il  TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che è cresciuto del 19%. Un incremento non giustificato dall&#8217;aumento delle richieste.</p>
<p>Dato che il taeg aumenta, coloro che finanziano cercano di attirare l&#8217;attenzione del cliente sul TAN (tasso annuale nominale) il quale ovviamente viene mostrato in discesa rispetto agli anni passati, ma non vuole dire un bel nulla. Il TAEG comprende  anche il costo della polizza assicurativa obbligatoria che noi andremo a stipulare al momento del prestito.</p>
<p>Le polizze hanno spesso dei costi esorbitanti, e meritano di essere trattate a parte. Il nostro consiglio, prima di firmare per un prestito è quello di guardare sempre il taeg e farvi calcolare quanto effettivamente dovreste restituire a fronte della somma acquisita.</p>
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		<title>Prestiti: qualcosa non funziona.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 12:03:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aumentano le pubblicità dei prestiti, sia online che sulle riviste e sui quotidiani. Ovviamente con la recente crisi economica da una parte le famiglie hanno sempre maggiori difficoltà ad arrivare a fine mese, dall&#8217;altra le banche danno sempre meno credito ai consumatori ed alle piccole e medie imprese. Il risultato è il fiorire delle agenzie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/05/prestiti2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-594" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="prestiti2" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/05/prestiti2.jpg" alt="prestiti2" width="130" height="130" /></a>Aumentano le pubblicità dei prestiti, sia online che sulle riviste e sui quotidiani.</p>
<p>Ovviamente con la recente crisi economica da una parte le famiglie hanno sempre maggiori difficoltà ad arrivare a fine mese, dall&#8217;altra le banche danno sempre meno credito ai consumatori ed alle piccole e medie imprese. Il risultato è il fiorire delle agenzie di mediazione e di credito, le quali hanno meno controlli delle banche tradizionali e, purtroppo, applicano interessi non proprio trasparenti.</p>
<p>Recentemente c&#8217;è stata una richiesta del ministro Tremonti di portare in linea i tassi italiani con quelli europei (che applicano uno spread più basso), ma l&#8217;ABI ha replicato che i tassi italiani sono perfettamente in linea con quelli europei, anzi sono di qualche punto più bassi.</p>
<p>La dichiarazione del presidente dell&#8217;ABI però non è del tutto corrispondente a realtà: rispetto al 2007 il TAEG (tasso di interesse complessivo) è aumentato in media del 19,5%!!</p>
<p>Quindi&#8230; proprio ora che i tassi di interesse sono più bassi e quindi sarebbe più conveniente chiedere un prestito, ecco che invece costa di più!</p>
<p>Nonostante la situazione però, a causa del momento difficile, i prestiti personali sono saliti dell&#8217;1,4% e le famiglie italiane si indebitano ancora di più.  Sono numerose le pubblicità che garantiscono i prestiti anche se si hanno avuti dei &#8220;problemini&#8221; intendendo con questo protesti o dichiarazioni di cattivo pagatore. Ci chiediamo quanto sia utile spingere al prestito persone in grave difficoltà e che già in passato hanno dimostrato di avere problemi.</p>
<p>Esiste poi tutto un &#8220;sottobosco finanziario&#8221; che, sotto la patina di gruppi integerrimi, concede prestiti ad interessi che rasentano lo strozzinaggio. Vi preghiamo, se avete avuto esperienza in merito, di segnalarcela in modo da potere avvisare gli altri utenti.</p>
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		<title>Quando i debiti sono troppi: strategie e consigli.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 09:23:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi non è poi così difficile rimanere intrappolati nei pagamenti di vari debiti, prestiti, mutui e quant&#8217;altro. La cosa diventa ancora più complessa quando abbiamo qualche emergenza che ci costringe ad utilizzare altro denaro, sino al momento in cui non riusciamo più a fare fronte ai debiti. Che cosa fare a questo punto? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-394" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="debiti" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/04/debiti.jpg" alt="debiti" width="130" height="130" />Al giorno d&#8217;oggi non è poi così difficile rimanere intrappolati nei pagamenti di vari debiti, prestiti, mutui e quant&#8217;altro. La cosa diventa ancora più complessa quando abbiamo qualche emergenza che ci costringe ad utilizzare altro denaro, sino al momento in cui non riusciamo più a fare fronte ai debiti.</p>
<p>Che cosa fare a questo punto? Attendere mestamente l&#8217;ufficiale giudiziario? No di certo&#8230;<br />
Le soluzioni possibili sono ancora molte. Solitamente si procede per gradi: il primo passo da compiere è quello di parlare con il nostro ente creditizio e farci accordare una dilazione (ma non sempre funziona, in particolare con le banche per i mutui o prestiti).</p>
<p>La seconda azione è senza dubbio quella dell&#8217;accorpamento dei debiti in un unica rata: azione che viene definita &#8220;prestito di consolidamento&#8221;.  Tutti i debiti che abbiamo con vari istituti di credito o finanziarie vengono quindi estiti e sono accorpati in un prestito unico gestito con un unico ente creditizio (che può essere una finanziaria o una banca).<br />
Con l&#8217;ente che gestirà i nostri debiti quindi potremo concordare una strategia di restituzione più comoda e pratica.</p>
<p>Qualora i nostri debiti siano troppo alti per la soluzione dell&#8217;accorpamento e le nostre sostanze non bastassero a pagare i debiti contratti, ecco che potremo adottare un nuovo sistema derivante da un disegno di legge recentemente approvato da camera e senato: il fallimento personale.</p>
<p>Con questo sistema tutti i nostri debiti saranno congelati  e la pratica passerà al tribunale il quale troverà una mediazione ragionevole tra noi ed i nostri creditori per la restituzione dei debiti. La cosa interessante è che, sino alla decisione del tribunale, i nostri debiti saranno sospesi&#8230; dandoci la possibilità di avere un po&#8217; d&#8217;ossigeno.</p>
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		<title>Braccio di ferro tra banche ed imprese.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 18:27:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il braccio di ferro tra banche ed imprese è sempre più serrato. Le imprese si lamentano del fatto che le banche abbiano ormai chiuso la linea dei crediti e le banche invece negano che questo sia vero. Chi sta mentendo? Beh la risposta è molto semplice quanto scontata. Le imprese non hanno alcuna ragione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-203" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border: 1px dotted #000000;" title="braccio" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/03/braccio.jpg" alt="braccio" width="130" height="130" />Il braccio di ferro tra banche ed imprese  è sempre più serrato.</p>
<p>Le imprese si lamentano del fatto che le banche abbiano ormai chiuso la linea dei crediti e le banche invece negano che questo sia vero.</p>
<p>Chi sta mentendo? Beh la risposta è molto semplice quanto scontata. Le imprese non hanno alcuna ragione di mentire, mentre le banche (che possono ottenere i Tremonti Bond solo a patto che allentino la stretta creditizia) hanno tutto l&#8217;interesse a non concedere prestiti (in particolare alle piccole imprese) ed affermare l&#8217;esatto contrario.<br />
</p>
<p>Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha in più occasioni fatto appelli alle banche per far si che i Tremonti Bond (anche se a Tremonti non piace che si chiamino così) siano utilizzati per aumentare il credito verso le imprese ed a beneficio dell&#8217;economia.</p>
<p>&#8230;A quanto pare però questi appelli continuano a restare inascoltati, in particolare per quanto riguarda le piccole attività, le piccole imprese e gli imprenditori. Le banche sono diventate molto più attente quando si tratta di concedere un prestito e non vogliono fare passi falsi rischiando una probabile insolvenza visto che tutte sono già duramente provate dai disastri della borsa internazionale.</p>
<p>La verità è che la manovra di tremonti potrebbe non essere sufficiente a garantire la liquidità necessaria&#8230; servirebbero quindi ancora più soldi &#8220;veri&#8221; per  dare maggiore ossigeno alle banche e di conseguenza alle imprese.  Peccato perchè se non fossimo in Italia (e lo siamo) e se fossimo in grado di avere enti capaci di gestire il denaro con attenzione (e non ne siamo in grado) potrebbe essere il governo stesso a prestare il denaro alle piccole imprese evitando di dare i bond alle banche che dovrebbero cavarsela con le loro gambe.</p>
<p>&#8230;Ma chiaramente questo è solo un discorso utopico&#8230; siamo pur sempre in Italia!</p>
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		<title>Prestiti: in aumento i prestiti personali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 15:16:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli effetti della crisi finanziaria si leggono specificamente nel comparto del credito al consumo, mai come di questi tempi tanto florido. Questo è un settore che, recentemente, ha visto crollare i prestiti per i beni durevoli (automobili, elettronica ed elettrodomestici) ma ha visto aumentare grandemente i prestiti per liquidità o i prestiti con la formula [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-110" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; border: 1px dotted #000000;" title="prestiti" src="http://www.zerospese.org/wp-content/uploads/2009/02/prestiti.jpg" alt="prestiti" width="130" height="130" /> Gli effetti della crisi finanziaria si leggono specificamente nel comparto del credito al consumo, mai come di questi tempi tanto florido.</p>
<p>Questo è un settore che, recentemente, ha visto crollare i prestiti per i beni durevoli (automobili, elettronica ed elettrodomestici) ma ha visto aumentare grandemente i prestiti per liquidità o i prestiti con la formula della cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) che godono del vantangio dell&#8217;intermediazione del datore di lavoro o dell&#8217;ente pensionistico.<br />
<br />
Vi è quindi un vero e proprio cambio sul fronte prestiti con una diminuzione costante di prestiti per acquisti durevoli in cambio di prestiti personali, richiesti a banche e mediatori finanziari, in grado di garantire una liquidità immediata.</p>
<p>Il motivo di questa inversione di tendenza è semplice quanto drammatico: le famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese e quindi devono richiedere denaro alle banche per poter farcela.  Chi ci perde in tutto questo sono le finanziarie che si sono appoggiate ai negozi (in particolare di elettronica) che hanno visto calare di molto il proprio potenziale fatturato poichè per i prestiti personali gli utenti preferiscono parlare direttamente allo sportello con il proprio istituto di credito.</p>
<p>Questo (forse) porterà a lungo andare ad una migliore offerta di finanziamenti per acquisto di tecnologie e elettrodomestici e si ritornerà finalmente ai grandi sconti per i pagamenti in contanti, visto che ormai i piccoli risparmiatori sono maggiormente orientati su questa formula anzichè impegnarsi in altri prestiti.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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