29 giu
Continua la guerra ai siti che offrono link di streaming.
Questa volta a farne le spese è stato il sito Streamissimo.myblog.it, che aveva offerto ai propri visitatori recensioni di vari telefilm con link per poterli guardare direttamente in streaming sull’ormai famoso sito “megavideo” il quale non può essere chiuso perchè non rientra nella legislatura italiana (i suoi proprietari sono americani ed i server sono posizionati ad hong kong).
La diffida ricevuta dal gestore del sito da parte dello studio Previti che minaccia azioni penali e civili per riavere indietro il proprio denaro ed ingiunge la chiusura immediata del sito, cosa che è stata subito fatta. (continua…)
15 mag
In italia si fanno in media 26.000 multe al giorno e, le occasioni per prendere una multa, in questi ultimi anni, si sono addirittura moltiplicate. La sicurezza dei cittadini ovviamente non c’entra più nulla: i comuni sono tutti in deficit e, per cercare di aumentare il bilancio comunale con le multe (solitamente le entrate più sostanziose arrivano da lì) si estendono le zone blu o si piazzano rilevatori di velocità e telecamere. (continua…)
4 mag
Si sta cominciando a diffondere online una nuova “moda” che consiste nel vedere in streaming tutte le nuove serie televisive o tutti i nuovi film appena usciti al cinema. Ma tutto ciò è legale?
Sappiamo bene che la legge anti pirateria si sta facendo sempre più severa e che dopo il processo di ThePirateBay avrà trovato conclusione verrà preso d’esempio per tutte le condanne successive che riguardano i reati di questo genere: “Il favoreggiamento della condivisione di file protetti da diritti d’autore”. (continua…)
17 apr
E’ davvero impressionante il rapporto della Federazione Italiana degli Editori dei Giornali per il 2006-2008. Le vendite dei giornali italiani sono precipitate creando un aumento delle perdite del 100% ed un calo degli utili del 30%.
Nessuna testata giornalistica si salva. Con delle cifre negative così importanti i giornali dovrebbero chiudere domani, invece continuano a barcamenarsi soltanto grazie ai contributi pubblici all’editoria.
Il motivo di questo calo, secondo la FIEG, è da attribuire alla disparità di assetto regolatorio squilibrato a favore della televisione.