3 lug
Dal primo luglio di quest’anno (2009) è scattata la certificazione energetica obbligatoria, per chi deve vendere o comprare casa.
Chi vende una casa infatti, in base alle nuove norme, dovrà presentare un attestato che certifica il rendimento energetico dell’edificio. Questo, per il momento, soltanto se ci si trova a condurre la trattativa in alcune regioni italiane: Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. A queste vanno aggiunte le province autonome di Bolzano e Trento.
Tutti questi enti infatti hanno provveduto a varare le norme per la certificazione energetica. Chi dovesse essere residente altrove, non è esentato dal presentare la certificazione energetica, ma in mancanza di decreti attuativi, i venditori di casa si dovranno dotare di qualificazione energetica, ovvero un modello simile a quello per poter richiedere la detrazione fiscale del 55% in caso di ristrutturazioni ai fini di efficienza energetica.
Districarsi non è molto facile… per questo motivo il consiglio del notariato è sceso in campo formulando delle linee guida alle quali attenersi in caso di compravendita. Al momento del rogito il notaio deve fare presente alle parti che esiste l’obbligo di fornire il certificato energetico e deve quindi invitarle ad accordarsi su come procedere. La legge infatti non impone che la certificazione sia antecedente alla compravendita, ma nemmeno che il certificato debba essere pagato per forza dal venditore.
E’ importante che l’acquirente sia messo a conoscenza del problema prima di acquistare la casa, altrimenti potrebbe rivalersi in seguito. Ad ogni caso è anche interesse del venditore mostrare certificazione energetica perchè, in caso sia bassa, potrebbe garantire ogni anno un risparmio energetico di parecchie centinaia di euro e quindi aumentare il valore dell’immobile.
Per ottenere l’attestato basta rivolgersi a professionisti abilitati nel settore.
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