pianocasaIl piano casa prima va a tutto gas, poi frena, poi cambia marcia e poi viene completamente disconosciuto. E’ una storia molto complessa quella del piano casa che ha suscitato da una parte grande attenzione, ma dall’altra grandi polemiche in particolare da parte delle regioni.

Secondo le affermazioni di Berlusconi il piano casa escluderebbe le abitazioni urbane  e comprenderebbe solo le abitazioni mono-familiari e bi-familiari o costruzioni da rifare, in netto contrasto con quanto lui stesso aveva precedentemente affermato.

In attesa di qualcosa di scritto ed approvato da Berlusconi, possiamo solo fare delle speculazioni su quello che sarebbe il piano casa ovvero la possibilità di ampliare del 20% la cubatura del proprio appartamento, della casa di proprietà o di un negozio commerciale, purchè ultimato entro il 31 dicembre 2008.

Se l’edificio è disabitato, inagibile o diroccato, è possibile ricostruirlo  aumentando la cubatura del 30%, percentuale che può salire al 35% se si utilizzano nella costruzione le tecniche di bio-edilizia o di risparmio energetico o idrico. In nessun caso però l’aumento potrà superare i 300 metri cubi o l’altezza di quattro metri oltre a quelli già edificati.

Altri vincoli sono le norme di legge vigenti (ad esempio sulle aree di inedificabilità assoluta, sui parchi pubblici o su area demaniale).

Altra cosa fondamentale del piano casa è la possibilità di cambiare la destinazione d’uso dell’immobile, indipendentemente dall’ampliamento o meno dei locali. Ad esempio edifici che avevano una destinazione d’uso industriale, artigiana o commerciale potranno diventare ad esempio abitazioni. Questo punto interessa moltissimo i proprietari di edifici attualmente invendibili a causa della crisi che però potrebbero diventare abitazioni a basso costo.

Oggi dovremo avere delle certezze, poichè il governo si incontrerà con i governatori delle regioni (i quali avevano  espresso un secco “no” a questo piano).

Vi terremo quindi aggiornati su tutte le novità.