25 giu
Piano casa sì… piano casa no… Doveva risollevare le economie del paese permettendo la ripresa del settore edile, ed invece quasi non se ne sente più parlare.
Toscana Umbria e Veneto sono le uniche regioni (ad una settimana dalla scandenza dei termini) che si sono dotate di regole per consentire gli ampliamenti del 20% delle villette e la demolizione e costruzione con premio di volume. A queste dovrebbe aggiungersi a breve la Lombardia.
A fine mese scadrà l’intesa siglata ad aprile con il governo, data entro la quale le regioni si sono impegnate a emettere regole precise per il piano di ampliamento dell’edilizia.
…E le altre regioni? In tempi brevi si prevede il via del Friuli, ma la Calabria, il Molise, la Liguria e la Sardegna sono in forte ritardo ed ancora in fase di studio. Ogni regione poi ha interpretato molto liberamente i propri accordi con il governo e quindi sono state ammesse ai lavori non soltanto le villette uni e bi-familiari, ma in qualche caso tutti i condomini, senza distinzione né limiti di metratura.
Si passa quindi dal Veneto (rimasto fedele alla proposta originaria di Berlusconi) che regala il 20% a tutti i condomini e gli edifici (capannoni compresi), sino alla severissima Toscana nella quale gli allargamenti sono consentiti senza deroghe ai piani e con standard alti di risparmio energetico.
La legge che sta venendo preparata in Lombardia sembra (per il momento) la più innovativa. Non solo consente gli ampliamenti, ma punta sul riutilizzo di edifici abbandonati e incrementa la dote di alloggi pubblici.
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