11 set
Mentre cala il prestito al consumo e calano anche i prestiti per gli acquisti in leasing, tutte le associazioni ed i gruppi di settore hanno notato un notevole incremento delle carte “revolving” ovvero le carte di credito per fare acquisti ed utilizzabili come bancomat, acquisti che poi vengono “spalmati” con una percentuale fissa mensile.
Un vero e proprio finanziamento il quale però, contrariamente al finanziamento vero e proprio, si ricarica di interessi che in base ad una stima della banca di Italia, si aggira intorno al 17%.Ma gli interessi non sono l’unica spesa delle carte, nei casi peggiori e meno trasparenti ci sono costi di emissione carta, costi annuali di gestione, costi di verifica transazioni e molto altro ancora, tutte commissioni che vengono addebitate all’utente finale il quale si vede prelevare sempre lo stesso ammontare, ma non sa che tale prelievo durerà (solitamente) molto più delle sue previsioni.
Le carte revolving, a posteriori, sono state considerate tra le cause principali dell’indebitamento folle degli americani i quali comperavano a credito sapendo che la quota non sarebbe variata, senza studiare bene il contratto della carta di credito e semplicemente agendo a fiducia.
Per ogni carta revolving infatti esiste un “fido prestabilito” oltre il quale non si può andare, pagando tutto e subito l’ammontare speso e rischiando di andare in rosso sul proprio conto corrente. E’ preferibile quindi, quando si vogliono fare molti acquisti importanti, ricorrere alla propria banca tramite un prestito e non alla carta di credito. Sembra strano ma, a conti fatti, la somma da restituire sarà alla fine decisamente minore.
Ad ogni modo, per valutare quale carta di credito occorre acquistare è sempre meglio leggere con attenzione il contratto e guardare gli interessi applicati ed i costi extra. Se avete avuto problemi con carte revolving lasciateci un commento.
Commenta