conto-in-rossoIl pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni era stato molto chiaro: “Sono nulle le clausole di massimo scoperto e le clausole comunque denominate che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma ovvero che prevedono una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dalla effettiva durata del prelevamento della somma“.  Da allora sono passati due anni e cosa è accaduto?

Molto semplice: le commissioni di massimo scoperto sono tornate, solo che ora si chiamano con altri nomi.

Commissione per scoperto di conto, recupero spese per ogni sospeso, commissione per istruttoria urgente, onere per passaggio a debito nel trimestre… queste sono solo alcuni dei sinonimi utilizzati dalle banche, per cercare di mascherare un’altra realtà: la commissione di massimo scoperto è tornata!

In cosa consiste però questa infida pratica e che cosa comporta? Molto semplice: la banca concede un fido bancario ad esempio per 100.000 euro sottoforma di scoperto di conto corrente. In pratica la banca permette alla persona a cui ha accordato il fido, di andare in rosso sul proprio conto corrente sino al raggiungimento totale della somma. Su questo scoperto la banca pratica un tasso di interesse a debito che va corrisposto ogni 6 mesi, ma non è tutto perchè la banca richiede, in aggiunta agli interessi, anche una commissione (che è appunto quella di massimo scoperto) adducendo la scusa che l’istituto di credito si impegna a mettere a disposizione l’importo del fido concesso utilizzabile senza preavviso.

Ovviamente il ritorno della commissione ha suscitato molte polemiche da parte delle associazioni di consumatori, della banca di Italia e dell’anti-trust e, dopo numerose richieste, lo scorso gennaio il decreto anti-crisi ha stabilito la nullità della commissione di massimo scoperto se il conto corrente va in rosso per un periodo inferiore a 30 giorni consecutivi o se il cliente non ha una apertura di credito. Questo a meno che non ci siano clausole scritte e firmate, che prevedano un tasso debitore per le somme utilizzate, in misura proporzionale all’importo ed alla durata.

Attenzione quindi agli accordi che prendete con la vostra banca ed attenzione doppia quando la banca vi fa firmare carte e documentazioni. Fateci sapere se avete avuto problemi con la commissione di massimo scoperto specificando il nome della banca e l’accaduto. Ne daremo notizia sul blog.