31 lug
Proprio in questi giorni, dopo circa due anni di preparativi ed annunci pubblicitari, si svolgono le celebrazioni della nuova banca britannica Metro Bank, ideata dal miliardario americano Vernon Hill. La banca pubblicizzata con lo slogan “Join the Revolution” promette una rivoluzione epocale nel modo di fare banca puntando sulla vicinanza alla gente quasi come fosse un negozio qualsiasi a servizio delle necessità di ognuno; non è un caso, infatti, che le tradizionali filiali si chiamano “store” e non è ancora un caso che durante l’inaugurazione sono state distribuite caramelle ai bambini e biscottini ai cani che accompagnavano i probabili futuri clienti.
Una banca giovane ed innovativa dunque, che punta tutto sulle idee del suo trentottenne amministratore delegato Craig Donaldson, che in un’intervista ha dichiarato esplicitamente di non volere solo clienti ma fan. L’idea fondamentale di Donaldson è quella di rivoluzionare l’apparato burocratico delle “vecchie” banche tradizionali.
Queste sono le premesse, ma vediamo nel dettaglio quali sono i cambiamenti che Metro Bank promette. Partiamo dai dipendenti: questi saranno remunerati in relazione alla soddisfazione dei clienti e non in base ai prodotti venduti. Bellissima idea anche se di difficile applicazione pratica.
Altra novità riguarda l’orario di apertura: La Metro Bank sarà aperta tutta la settimana (dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 18:00 mentre il sabato e la domenica dalle 11:00 alle 16:00) e tutto l’anno con l’esclusione del giorno di Natale, Capodanno, Venerdì Santo e Domenica di Pasqua.
Novità assoluta sarà sicuramente l’emissione delle carte di credito in soli 15 minuti: questo sarà possibile grazie ad una macchina, appositamente costruita per la Metro Bank, che può stampare una carta di credito in meno di 3 minuti.
La Metro Bank, per concludere, si presenta al mercato, con regole più “popolari” ed è singolare che sia nata proprio in Inghilterra dove sarà più difficile convincere gli stucchevoli clienti inglesi a preferirla alle sontuose banche classiche.
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