lehman Il fallimento della Lehman Brothers ha avuto pesanti conseguenze anche qui in Italia. Non sono pochi infatti i piccoli e grandi risparmiatori che si sono trovati nei propri pacchetti garantiti i prodotti della banca statunitense.

Gli istituti di credito coinvolti sono parecchi: da Mediolanum a Fondiaria Sai, da Unicredit Vita a Banco Popolare… questi istituti stanno organizzando  per tutelare la loro clientela. I possessori di Obbligazioni Leman invece non sanno ancora con certezza che strada intraprendere.
 Per cercare di ottenere rimborso, un’importante iniziativa è quella promossa dalla A.I.R.O.L.B. (Associazione Italiana Risparmiatori Obbligazionisti Lehman Brothers) i quali stanno portando avanti azioni di gruppo per cercare di riottenere, almeno in parte, il loro denaro.

L’iniziativa ha riscosso un notevo successo poichè l’associazione, nata spontaneamente su un forum internet,  ha superato i 300 associati… titolari complessivamente di oltre 19 milioni di euro di bond Lehman.

CHI SONO I COLPEVOLI IN ITALIA?

I colpevoli della brutta vicenda sono parecchi, come si legge nel piano di recupero dell’AIROLB:

ABI: Il primo vero scandalo di questa triste vicenda si chiama PATTI CHIARI, strumento creato dal sistema bancario per offrire alla clientela Obbligazioni Basso Rischio Basso Rendimento.
Lunedì 15 settembre, data del fatidico e disastroso crack Lehman, le sue obbligazioni ancora risultavano in tale lista.
LE BANCHE: Il sistema bancario era a conoscenza dei problemi di Lehman già da marzo 2008.
Le prove sono dovunque: in innumerevoli comunicazioni interne di primarie banche italiane si segnala l’aggravarsi della sua crisi, già prima del salvataggio di Bear Stearns da parte di JP Morgan, con l’aiuto del Tesoro Usa.  E questo è ancora meglio evidenziato dall’andamento dei CDS su Lehman, credit default swap, sorta di assicurazione per coprirsi dal rischio default della banca Usa.
Già a marzo avevano raggiunto livelli anormali, ma soprattutto da luglio in poi i relativi costi per assicurarsi erano letteralmente esplosi, facendo presagire il crack.
E le banche cosa hanno fatto? Da una parte si sono coperte dal rischio stipulando Cds, strumento non accessibile all’investitore non professionale, incassando poi a dicembre il 91% del valore dei crediti.
Dall’altra hanno continuato, come niente fosse, a vendere ad ignari clienti i bond Lehman, paragonandone il rischio a quello dei titoli di Stato, confortati dal rating della banca Usa pari a quello dello Stato Italiano.

Che risoluzione avrà questa vicenda? Mentre l’ A.I.R.O.L.B. ha proposto il proprio piano di recupero, ma resta da vedere quali saranno gli sviluppi.
Parleremo ancora di questo argomento, statene certi.