down La crisi economica si fa sempre più profonda ed il PIL dei paesi più sviluppati sta subendo dei cali record. La produzione è in calo poichè le richieste sono in calo ed i mercati arrancano subendo una brutta notizia dopo l’altra.

Il sistema più colpito, quello bancario, che ha subito quasi interamente su di sé il crollo della finanza creativa, chiede aiuto e viene supportato in tutto il mondo dai governi.


Gli approcci sono molteplici… sia attraverso nazionalizzazioni (USA, Germania e Inghilterra) che emissione di Bond (Italia e francia) i governi cercano di ridare fiato al mondo del credito iternazionale, letteralmente strozzato dalla mancanza di liquidità.

Questa mancanza di liquidità si riflette direttamente sulle piccole e medie imprese le quali, in attesa dei pagamenti (magari da comuni o regioni per lavori locali) devono far fronte ai pagamenti urgenti (tra i quali quelli per gli operai) grazie ai crediti concessi loro dalle banche… crediti che ora, per colpa della crisi, si sono fatti molto più rari e condizionati.

I piccoli imprenditori e le piccole imprese hanno subito sulla propria pelle gli effetti di questa crisi bancaria: revoche unilaterali degli affidamenti, aumenti degli oneri dei prestiti ottenuti, e piani di rimborso molto rigidi senza alcuna flessibilità.

Eppure i “Tremonti bond” dovrebbero essere garantiti alle banche solo se queste assicurano il credito alle imprese! Ci ritroveremo nuovamente in una situazione nella quale le banche prendono i nostri solti attraverso i bond ed in cambio non danno nulla se non maggiore severità e rubinetti chiusi?!  Inviateci le vostre segnalazioni in merito!