fortina Dell’AIROLB abbiamo già parlato in questo articolo, ma abbiamo ritenuto interessante la vicenda Lehman Brothers e, per questo motivo, abbiamo intervistato il portavoce dell’AIROLB: Roberto Fortina (nella foto) che ci ha spiegato qualcosa in più sulla vicenda fornendoci un punto di vista molto interessante…

Come siete stati coinvolti dalla vicenda Lehman Brothers?
Ognuno ha la sua esperienza, al momento siamo circa 700….

Intendevate fare speculazioni ad alto rischio?
Non credo proprio.
Come tutti sanno Lehman Brothers era un titolo che godeva di un rating AA- (superiore pertanto a quello dello Stato Italiano.), consigliato dalle banche e presente nelle obbligazioni a basso rischio su PATTI CHIARI.
Lo si evince anche dal prezzo medio d’acquisto e dal basso rendimento, quasi tutti infatti le hanno comperate alla pari o addirittura sopra il valore 100.

Come avete investito il vostro denaro? Attraverso quali canali?
Indicativamente: il 70% tramite operatore in banca, il 20% su consiglio di un promotore finanziario, il 10% con trading on line.

Qual è stata la vostra reazione personale alla notizia del crack Lehman Brothers?
Personalmente non ho dormito per almeno 15 giorni, ma sono state segnalate le più svariate reazioni, dall’inappetenza all’insonnia, perdita di capelli dal forte stato di preoccupazione e quant’altro solitamente capita quando si affronta un così elevato stress.

A chi avete chiesto aiuto come entità singole e quali sono state le risposte?
Abbiamo fatto una campagna di “sensibilizzazione” (tramite rete ed e-mail) presso classe politica, media e istituzioni di controllo.
Abbiamo avuto riscontri in particolare da alcuni membri della Commissione Finanze del Senato, in particolare Senatrice Leddi, che ha anche presentato un’interrogazione parlamentare sulla nostra vicenda proponendo il nostro accordo di conciliazione e da Il Sole 24 Ore che ha pubblicato su Plus un lungo articolo sulla nostra iniziativa.

Come è nato l’A.I.R.O.L.B.?
Spontaneamente, su un forum internet, per iniziativa di 4/5 persone, come ci piace dire, si tratta di un’iniziativa spontanea nata dal basso.
E ognuno ha messo le sue competenze al servizio del comitato.

Come sono state accolte dalle banche le vostre proposte?
Purtroppo le banche sembra che stiano facendo finta di non sentire.
Abbiamo avuto un colloquio telefonico con responsabile associazioni consumatori di ABI, con la promessa di approfondire la nostra proposta, ma, per ora, ancora nessun incontro. Rimaniamo comunque fiduciosi di poterci incontrare, la nostra è una proposta molto seria e responsabile.

Qual è l’entità che più si sta dimostrando ostica e sorda alle vostre richieste e perché secondo voi?
Senz’altro ABI, quindi sistema bancario e, realmente assurdo, anche le associazioni dei consumatori, che hanno sempre snobbato i nostri tentativi di unire le forze.
Non ha senso, perché ci sentono in competizione, mentre invece se noi riuscissimo ad ottenere il risultato a cui miriamo, faremmo una bella cena e ci scioglieremmo immediatamente. Ma ho anche la sensazione che prediligano il canale giuridico, le cause individuali…non per niente i responsabili sono tutti avvocati……Anche il Governo per il momento non ha fatto nulla in merito e pensare che, dopo l’iniziale dichiarazione “nessun risparmiatore perderà neppure un euro”, vi abbiamo riposto molta fiducia.

Quali aiuti state ricevendo e da chi?
Un grazie enorme alla Sen.Leddi, realmente una persona unica nella classe politica.
Vorrei pubblicamente ringraziare anche Dr.D’Angerio, del Sole, per il supporto essenziale che ha fornito a far emergere la nostra causa.

A che punto è arrivato ad oggi l’A.I.R.O.L.B. e dove vuole arrivare?
Ancora non abbiamo ottenuto niente, solo l’appoggio di quasi 700 persone per un valore nominale di oltre 40 milioni di euro in obbligazioni Lehman.Brothers.
Però abbiamo diverse cose in vista:
- un potenziale accordo con il comune di Padova per l’avvio di un’azione comune in Usa.
- un incontro in vista con ABI per sederci attorno ad un tavolo e cercare un compromesso che soddisfi tutti.
Vogliamo amplificare tramite la rete il problema degli obbligazionisti Lehman Brothers, quali siamo tutti noi, per tentare di poter trovare una soluzione.

Basandovi sulla vostra esperienza, che consigli potete dare ad altri che hanno avuto il vostro stesso problema con la vicenda Lehman Brothers?
Seguire le nostre iniziative tramite il nostro sito www.lehman-brothers.info, associarsi a noi e contribuire con le proprie peculiarità al comitato.
Noi proponiamo un accordo di conciliazione che porti al recupero del 50% dell’investimento, come potrete vedere analizzando il nostro piano che trovate sul sito.
Ci sono poi casi specifici, ne faccio uno ad esempio, Lehman acquistate nell’agosto 2008, che si devono rivolgere ad un buon avvocato per recuperare tutta la cifra.

Come si può associarsi all’A.I.R.O.L.B.?
Basta andare sul sito, è molto semplice.
Oppure inviare una mail con i propri dati a fregatissimo@lehman-brothers.info, dove per propri dati si intende un semplice riferimento, anche solo un nick-name ed il valore nominale di obbligazioni Lehman Brtohers in proprio possesso.

Ed invece a coloro che vogliono fare investimenti suggeriti da banche ed affini? Come si dovrebbero comportare?
Non ci occupiamo di altro che di Lehman Brothers, l’unica cosa che possiamo dire è che la diversificazione abbassa il rischio e che il rischio deve essere sempre consapevole, sono due regole base nell’investire.

Basandovi sulla vostra esperienza, cosa andrebbe cambiato nel sistema in modo da offrire maggiore tutela?
Ci vorrebbe più cultura finanziaria, ma non solo nei clienti, anche nelle banche, dove spesso gli operatori non sanno neanche cosa stanno vendendo, Inoltre, come accade già con le norme sulla garanzia post vendita della stragrande maggioranza dei prodotti, ci vorrebbe maggior responsabilità anche da parte di chi vende i prodotti finanziari.