20 apr
Sono nuovamente le banche a finire nel mirino dell’Anti-trust, in particolare con il prodotto “carta di credito prepagata”. I costi delle carte ricaricabili (in particolare le commissioni per la ricarica che possono arrivare sino a 5 euro) sono ancora troppo cari, anche se in linea generale con altri prodotti bancari, tipo le normali carte di credito.
“Per favorire una loro riduzione – dice l’Anti-trust – occorre sfruttare le potenzialità legate ad un possibile ingresso, nel mercato dei pagamenti elettronici, degli operatori telefonici mobili che, con 80 milioni di carte, costituivano alla fine del 2007 la principale componente delle carte prepagate chiuse. ” In pratica, le carte proposte dagli operatori telefonici (come ad esempio la cash card della vodafone), tanto per fare un nome, hanno costi decisamente ridotti.
La chash card, per continuare con l’esempio) ha un costo di ricarica (tramite bonifico bancario) di € 1.95 decisamente inferiore al prezzo di 5 euro proposto da alcune banche le quali riescono comunque a vendere questa tipologia di carte ai loro clienti poco informati.
Le carte ricaricabili stanno venendo sempre più usate perchè considerate molto più sicure di quelle tradizionali. In caso di clonazione o furto, più che la somma massima non si può prelevare e danno molta più sicurezza, anche per gli acquisti online, anche se ci sarebbero altre soluzioni molto più convenienti per gli acquisti online… ma magari saranno oggetto di un articolo più approfondito.
Nonostante la buona diffusione delle carte prepagate, la ricerca dell’Anti-trust ha rilevato un gap con gli altri paesi, sia come quantità del prodotto che come frequenza di utilizzo. Gli acquirenti italiani preferiscono ancora affidarsi al bancomat, alle carte di credito standard, oppure al pagamento in contanti.
Commenta