scudo fiscaleArriva lo scudo fiscale o, per meglio dire, il terzo scudo fiscale. I primi due sono arrivati nel 2001/2002. Ovviamente questo scudo, così tanto criticato, è differente poichè le regole per l’emersione delle attività patrimoniali all’estero sono cambiate.

Mentre in precedenza c’era la possibilità di portare i patrimoni in italia o regolarizzare le attività dichiarandole, ora c’è una piccola differenza a seconda del paese in cui tali patrimoni si trovano, con una predilezione per i paesi UE.

Altre modifiche  rispetto agli scudi fiscali precedenti sono state l’estensione delle cause di non punibilità penali anche ad altri reati tributari e societari e la possibilità di portare capitali dall’estero anche attraverso le CFC (ovvero le controllate estere).

In più, cosa ancora più importante, vi è una cancellazione dell’obbligo di segnalazione anti-riciclaggio da parte degli intermediari professionisti (banche, mediatori, etc) che si occupano materialmente del rimpatrio dei capitali. E’ infatti a loro che bisogna rivolgersi, presentando una dichiarazione denominata “riservata” per poter “scudare” le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero illecitamente (quindi non dichiarate nelle tasse), ma non soltanto.

Anche gli immobili possono essere “scudati” dichiarandone la proprietà e pagando una piccola percentuale sul prezzo di vendita. Ovviamente poi, da quel momento in avanti bisognerà tenerne conto nella propria dichiarazione dei redditi.

La finestra in cui lo scudo fiscale sarà attivo inzia dal 15 settembre e durerà per 3 mesi.