27 feb
Più di tre milioni di clienti, quasi ventimila dipendenti e circa 2000 punti vendita. Questo è il colosso che è nato dalla fusione di Alleanza e Toro assicurazioni entrate in Generali assicurazioni.
La creazione di una simile struttura non potrà che interessare, ovviamente, i consumatori di tutta italia. Sia dal punto di vista di piccoli risparmiatori che hanno investito in azioni che da quello di assicurati…
Dopo la fusione infatti i titoli Alleanza cesseranno di essere quotati sul mercato azionario ed i possessori di tali titoli riceveranno in cambio quelli della nuova società (ovviamente in base al rapporto di concambio ovvero 0.33 Assicurazioni Generali in cambio di ogni titolo alleanza posseduto). Questo cambio non è piaciuto al mercato infatti sia i titoli Alleanza che quelli Assicurazioni Generali sono stati in calo sino a ieri.
Passiamo ora al comparto che più ci interessa: quello delle assicurazioni. Il primo cambiamento è il seguente: Alleanza assicurazione, che sino ad ora trattava esclusivamente polizze vita, da adesso inizierà ad occuparsi anche dei contratti dei rami “danni”, a cominciare dalle rc auto, nelle quali era specializzata Toro.
Ad evitare che le fusioni e le acquisizioni abbiano come effetto un aumento generalizzato dei prezzi, ci penserà l’anti-trust che dovrà vigilare sulle norme già presenti e codificate nel nostro paese.
Il problema per i consumatori però (già ricontrato nella fusione di Allianz con, Subalpina, Ras eLloyd adriatico) è che sicuramente questa alleanza porterà ad una razionalizzazione dei costi con una conseguenza per il cliente finale di un disagio diffuso (dovuto ad esempio alla riduzione degli sportelli).
In più ci ritroveremo, come è accaduto con l’altra fusione, con tariffe rc auto differenti, anche di molto, tra l’una e l’altra compagnia che in realtà fanno tutte parte dello stesso gruppo. Il pericolo è ovviamente quello di una tendenza generale al rialzo, ma a vegliare su questo dovrebbe pensarci l’anti-trust
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