assicasaLa tragedia dell’Abruzzo, oltre a muovere interesse sulla situazione che stanno vivendo in quella zona, sta spingendo le persone che vivono in località a rischio, ad interessarsi ai pacchetti di assicurazioni per la casa, in particolare quelli relativi ai disastri naturali.

Il governo (precisamente il secondo governo d’Alema) aveva proposto tempo addietro, per i proprietari di casa, una assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. Alla fine non si è risolto nulla, sebbene la proposta venne ripresa anche dal governo Berlusconi e dal governo Prodi. Se la legge fosse stata approvata, i danni alle case avrebbero potuto essere ripagati dalle singole assicurazioni e non dallo stato.
Ma ad una legge di questo tipo si erano opposte sia le associazioni dei consumatori che le stesse assicurazioni, per le quali sarebbe stato troppo oneroso ripagare un danno di un eventuale disastro naturale. Le assicurazioni che oggi esistono per la casa coprono una serie di Incendi, furti, danni ad impianti domestici, scippo, rapina e danni provocati a terzi… ma nessuna delle assicurazioni di base copre le calamità naturali come terremoti, inondazioni, e via dicendo.

Tra le assicurazioni che si occupano di calamità naturali ci sono delle polizze specifiche (che analizzeremo nei prossimi giorni) che riguardano proprio i terremoti, ma paradossalmente, nelle zone più a rischio, raramente vengono stipulate poichè considerate non convenienti.

Nel 1995, in Olanda, uno schema assicurativo contro le alluvioni fu bruscamente cancellato (a seguito di una alluvione) poichè considerato un vero rischio per la compagnia. Le assicurazioni solitamente accettano un rischio calcolato e non quello che potrebbe essere una perdita evidente. A parità di zona a rischio ad esempio, una casa che ha tutte le garanzie e le certificazioni a norma, sarà assicurata molto più facilmente che una casa senza tali certificazioni.